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07.11.2018

Prescrizione «La riforma e un rischio»

«La prescrizione non può essere confusa per un cavillo in mano a colpevoli per farla franca, ma essa è un diritto di ogni cittadino verso lo Stato. La pretesa sacrosanta di farsi giudicare entro un tempo ragionevole». LO SOSTENGONO gli avvocati della Camera penale di Brescia che esprimono «apprensione e allarme per l’intenzione manifestata dal ministro della Giustizia Bonafede di introdurre a breve una modifica delle norme sulla prescrizione». Secondo gli avvocati bresciani «stabilire che dopo la sentenza di primo grado i reati non si prescriveranno più, non significa affatto ridurre i tempi dei processi. Anzi, sulla base della nostra quotidiana esperienza - sostiene la Camera penale di Brescia - riteniamo che possa accadere esattamente il contrario. Se c’è un motivo per accelerare i processi è proprio la paura della prescrizione che funge quindi da deterrente, ma è chiaro che, eliminando questa preoccupazione, i processi potranno rimanere pendente all’infinito perchè nessuno dovrà più rispettare un termine entro cui gli stessi devono concludersi». Quanto alla prescrizione, i penalisti chiedono il ritiro dell’emendamento, riservandosi in caso contrario le iniziative e le risposte più dure in difesa del diritto costituzionale dei cittadini alla ragionevole durata del processo.

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