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15.06.2017

Pride, il Broletto
conferma: no
al patrocinio

La facciata di Palazzo Loggia illuminata con i colori dell' arcobaleno dopo la strage nel bar gay di Orlando
La facciata di Palazzo Loggia illuminata con i colori dell' arcobaleno dopo la strage nel bar gay di Orlando

La mozione avanzata da Marco Apostoli (Provincia bene comune) è stata respinta con voto unanime, fatto salvo il voto a favore dello stesso proponente. Il rifiuto di palazzo Broletto alla concessione del patrocinio al Brescia Pride di dopodomani era cosa risaputa. La seduta di ieri del consiglio provinciale è servita a ribadirne le ragioni, circostanziate dal presidente Mottinelli: «Alla richiesta di riconoscimento è stato allegato un manifesto programmatico e rivendicativo, legittimo ma ostativo alla concessione del logo dell’ente che rappresento». Tuttavia, relativamente a questioni come la lotta alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, «non è detto che chi nega sia meno sensibile di chi concede». Al punto che a Mottinelli, seppure «a titolo personale», «sarebbe piaciuto» esserci sabato in piazza Vittoria, se non fosse che impegni pregressi impediranno la sua presenza. Come dire: no al patrocinio solo e unicamente per un fatto di correttezza istituzionale, ma come privato cittadino nulla in contrario ad esprimere la mia vicinanza alla vostra battaglia.

Posizione che non è certo quella sbandierata da Gianluigi Raineri, unico consigliere del centrodestra intervenuto in aula: «La manifestazione non rappresenta il sentimento della nostra gente, noi siamo per la centralità della famiglia costituita da un uomo e da una donna». «Io, al posto del presidente, avrei adottato una posizione più rigida», ha aggiunto l’esponente di Forza Italia, subito rintuzzato sia dal «non potevo né di più, né di meno» da parte di Mottinelli, sia dal richiamo alla realtà di Diego Peli: «Voi mettete la polvere sotto il tappeto, questi fenomeni sono trasversali a tutte le forze politiche e la vostra non ne è esenti».

«CONDIVIDO al cento per cento la decisione presa da Mottinelli e da Del Bono - ha puntualizzato Fabio Capra - massimo rispetto per i promotori della manifestazione, ma dal punto di vista delle due amministrazioni è stato giusto non concedere il patrocinio». «La piattaforma che ha accompagnato la richiesta - ha proseguito il consigliere comunale Partito democratico - è meramente politica e io non mi ci riconosco, bene hanno fatto Loggia e Broletto a chiamarsi fuori».

Palpabile la delusione di Apostoli: «Questa è una discussione kafkiana, intavolata a decisione già assunta, oltretutto presa senza ascoltare il parere del consiglio, scelta che rivela tutta la democristianità di una provincia come quella di Brescia». «Meglio sarebbe stato - ha insistito il consigliere - interpretare il senso autentico della manifestazione, che è quello di chiedere alle istituzioni maggiore attenzione intorno a questi argomenti, e conseguentemente stringersi attorno ad obiettivi che, se centrati, aiuterebbero la nostra società ad evolvere».

Il punto, presente nella piattaforma collegata all’istanza di patrocinio, ritenuto irricevibile lo ha indicato Mottinelli, parlando fuori dai denti: l’invocazione affinché l’accesso all’istituto delle adozioni sia esteso tout court alle famiglie omogenitoriali.

Mauro Zappa
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