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09.02.2018

Prostituzione,
carcere per
due «protettori»

Controlli della Polizia di Stato lungo le strade della prostituzione
Controlli della Polizia di Stato lungo le strade della prostituzione

Mario Pari Il «driver», l’addetto ai trasporti, ma anche ai profilattici. Ed era un classe 1940. Ma l’età prevalente, nell’indagine della squadra Mobile su un giro di prostitute era davvero molto più bassa. Giovani donne romene che si prostituivano tra sant’Eufemia e Rezzato. I poliziotti guidati dal capo della Mobile Alfonso Iadevaia hanno dato il via alle indagini dopo le segnalazioni di altre lucciole romene. Segnalazioni in cui si riferiva delle minacce ricevute da alcuni albanesi quando avevano provato ad avvicinarsi alla zona che va appunto, da Sant’Eufemia a Rezzato. LE INDAGINI hanno quindi consentito di scoprire una vera e propria organizzazione. Con alcuni dei componenti che si avvicinavano appunto alle ragazze estranee al loro giro per costringerle ad andarsene. L’organizzazione criminale era composta principalmente da albanesi e uno di loro era al vertice. Si tratta di una delle due persone arrestate dalla Mobile. D.F., 36 anni, albanese poteva contare su quattro complici, secondo quando emerso dalle indagini della Mobile. L’organizzazione non si limitava a controllare il giro di prostituzione lungo quella che da sempre è una strada del sesso a pagamento, al confine tra la città e l’hinterland. Controllava anche la prostituzione in appartamento. E ognuno aveva i propri compiti, dal controllo delle ragazze alla logistica. Le indagini, condotte dal pm Ambrogio Cassiani hanno anche consentito di scoprire che D.F. a u certo punto si è trasferito in una città tedesca. Anche lì però non sarebbe rimasto inoperoso dal momento che sarebbe stato il fornitore di ragazze di un night. Un attività, quella in Germania che si allarga sempre più, ma che non impedisce all’albanese di tenere sotto controllo anche il «giro» italiano. D.F. viene poi espulso dalla Germania, torna nella nazione d’origine e da lì in Italia. Le indagini nei suoi confronti confermano che è sempre con un ruolo di vertice nel «giro». E che ci sono ragazze che arrotondano in un centro massaggi a Brescia, il cui titolare è stato denunciato in stato di libertà. C’È PERÒ un altro cittadino albanese arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. In questo caso le indagini sono partite sempre da due prostitute che, nella zona di Mazzano avevano cercato d’affrancarsi dal «protettore» albanese. Ma erano state minacciate pesantemente e costrette a rimanere nella zona di Mazzano sotto il controllo degli albanesi. In alcuni casi le ragazze coincidevano con quelle che avevano segnalato alla Polizia le minacce subite tra Sant’Eufemia e Rezzato. Una era riuscita ad allontanarsi e a fuggire fino a Bari, ma poi è stata convinta a tornare nel Bresciano. La prostituzione avveniva anche in appartamento ed era pubblicizzata su un sito. Una inchiesta da cui emerge quindi che al vertice c’erano degli albanesi, gli italiani gestivano centri massaggi o avevano il ruolo di driver e le giovani romene si prostituivano. Sei gli indagati in stato di libertà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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