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21.11.2018

Provincia,
Alghisi conferma
la «squadra»

A Palazzo Broletto il debutto della nuova squadra presieduta da Samuele Alghisi FOTOLIVE/FILIPPO VENEZIA
A Palazzo Broletto il debutto della nuova squadra presieduta da Samuele Alghisi FOTOLIVE/FILIPPO VENEZIA

L’elezione di Samuele Alghisi a presidente della provincia non ha portato sostanziali modifiche alle deleghe già in capo ai consiglieri del Broletto. Unica variazione rilevante la fine dell’interim dell’ambiente, rimasto per due anni nelle competenze di Pier Luigi Mottinelli. Il suo successore ha deciso di affidare la questione al suo compagno di partito Diego Peli, scelta conservativa le cui ragioni sono state illustrate dallo stesso sindaco di Manerbio una volta assolto il compito formale del giuramento, con la formula scandito di fronte a un assemblea tutta in piedi. «I consiglieri delegati sono i depositari di un percorso che viene da lontano - ha detto -. La mia volontà è dunque quella di confermarli in toto, scelta che mi consentirà di comprendere meglio la situazione in essere, i temi sul tavolo e le motivazioni che hanno portato alle decisioni assunte. Sfrutto in questo modo l’esperienza di chi mi ha preceduto». Nella realtà gli incarichi appena rinnovati sono già in scadenza: i bene informati del Broletto scommettono che il rinnovo del consiglio comunale avverrà entro e non oltre la fine del prossimo gennaio. Una volta rinnovata la composizione dell’aula consiliare, inevitabilmente Alghisi dovrà prendere atto del voto dei sindaci e dei consiglieri comunali del bresciano e, sulla base di quello, ragionare sui nomi da collocare nelle otto caselle oggi occupate da figure cooptate dal suo predecessore. Va aggiunto che i rumors provenienti da Roma segnalerebbero la volontà da parte del partito di Salvini di avviare l’iter legislativo finalizzato al ritorno all’elezione diretta dei presidenti delle province, e che l’obiettivo del Carroccio si scontrerebbe contro il niet dei 5 Stelle, ciò costituendo un altro fronte aperto nel rapporto tra le due forze di governo. I lavori dell’aula consiliare non si sono limitati in maniera ferrea all’ordine del giorno. L’esito del referendum sull’acqua pubblica, celebrato domenica, è stato oggetto di un intervento di Marco Apostoli (Provincia Bene Comune), uno dei principali artefici della consultazione: «Acque Bresciane sta bene unicamente al tre per cento degli oltre duecentomila elettori che si sono recati alle urne, gli unici convinti della soluzione adottata sono coloro che hanno votato no. Nessuno provi ad intestarsi la scelta degli assenteisti. Quelli, se proprio volete, possiamo dividerli equamente tra i favorevoli e i contrari, ma guai a chi tenta di farli passare per sostenitori della società mista pubblica - privata». APOSTOLI HA POI ammonito, alla luce del risultato referendario: «Il percorso intrapreso deve trovare discontinuità rispetto al passato». Polemico poi sulla conferma al vicepresidente Andrea Ratti (Pd) della delega riguardante il servizio idrico integrato: «Ritengo che assegnarla a chi è dipendente di una società controllata interamente da A2A, secondo i più favorita per diventare il partner privato in Acque Bresciane, sia perlomeno inopportuno». Pacata la replica di Alghisi alle argomentazioni espresse da Apostoli, secondo il quale il referendum del 18 novembre costituisce una vittoria limpida dei fautori della gestione completamente pubblica del ciclo idrico integrato: «Ciò che si farà non è deciso dall’affluenza di domenica. Si è fatta una votazione, c’è stato un indirizzo ed è necessaria anche una riflessione su come è stato distribuito il voto in provincia». Alghisi ha auspicato «interlocuzione e confronto rispetto al risultato che dobbiamo portare a casa». «Le procedure di infrazione sono arrivate - ha aggiunto -: a problemi complessi corrispondono soluzioni complesse». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
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