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08.02.2018

Psichiatria di precisione: al via un test sui pazienti

Sui tumori la caratterizzazione molecolare si fa da tempo e serve a mirare la terapia. Anche nella cura delle malattie mentali il test di farmacogenetica viene applicato, ma finora per profilare la risposta dell’organismo ai farmaci utilizzati nei casi di depressione maggiore erano disponibili solo dei kit commerciali, sui quali non è mai stato effettuato uno studio pubblico. In questi giorni a Brescia parte il progetto di ricerca per la validazione clinica di un approccio farmaco-genomico combinatorio, che permetterà di applicare la medicina di precisione in quest’ambito. COME SPIEGA il coordinatore, Massimo Gennarelli, ordinario di genetica medica all’Università di Brescia e responsabile dell’unita di genetica dell’Irccs Fatebenefratelli «un paziente che non ha risposto a una prima terapia è sottoposto al test che cerca di capire se la mancata risposta è legata al profilo farmacocinetico, se cioè metabolizza più meno velocemente; in un paio di giorni il medico ha a disposizione un ulteriore aiuto per avere l’indicazione che gli serve sui farmaci più efficaci o con minor rischio di effetti collaterali, una sorta di semaforo dei farmaci». Per giungere a questo test - e validarlo pubblicamente - si effettuerà uno studio su 300 pazienti dal costo di circa 400mila euro. Una collaborazione tra i professionisti di tre realtà: Gennarelli e Tura dell’Irccs Fatebenefratelli, Vita degli Ospedali Civili/Università di Brescia e Spina del Policlinico G. Martino di Messina. «La personalizzazione della terapia farmacologica per il trattamento dei disturbi depressivi in termini di efficacia e sicurezza - spiega Gennarelli - rappresenta un obbiettivo cruciale in psichiatria. In questi ultimi anni sono stati identificate numerose varianti genetiche associate alla risposta al trattamento e agli effetti collaterali di numerosi farmaci antidepressivi. Questo progetto si propone di validare nella pratica clinica un nuovo test di farmacogenetica basato su un algoritmo complesso predittivo. La sperimentazione potrebbe quindi fornire uno strumento di «medicina di precisione di supporto allo psichiatra per la cura dei pazienti affetti da depressione maggiore».

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