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13.01.2018

Raid notturni a Brescia Due Negozi in ostaggio dei ladri

Attilio Ciufalo nella sua bottega con la pagina di Bresciaoggi sulla quale è stata pubblicata la sua denuncia
Attilio Ciufalo nella sua bottega con la pagina di Bresciaoggi sulla quale è stata pubblicata la sua denuncia

Jacopo Manessi Brescia Due è sotto scacco dei ladri. Nelle ultime settimane, in particolare, i negozi: via Rodi e via Cipro su tutte. L'ultima testimonianza diretta è arrivata pochi giorni fa a Bresciaoggi, nella sezione degli sms inviati dai lettori: «Un avviso ai signori ladri che lunedì notte mi hanno visitato: mi avete rubato tutto, siete pregati di non ripassare grazie». Firmato: il calzolaio di via Rodi, Brescia. Lo sfogo via messaggino arriva da Attilio Ciufalo, titolare di «Tacco Lampo», che accetta di raccontare la vicenda. Solo la punta di un iceberg molto più grande. «Come accennavo quando ho scritto al giornale, i ladri sono entrati lunedì notte: martedì sono arrivato e ho trovato la saracinesca scassinata – racconta Ciufalo –. Mi hanno rubato una ventina di cinture artigianali, oltre a portafogli e portamonete di ottima fattura per un valore di circa 400 euro. Al danno del furto si aggiunge quello per i costi delle riparazioni e il fondo cassa. Non è tantissimo, ne sono consapevole, ma per un settore come il nostro fiaccato dalla crisi è comunque un fatto che incide». Non l'unico. Negli ultimi giorni Brescia Due è stata vittima di diversi raid notturni: «La libreria qui vicino, Il Velo di Maya, ma anche la gelateria La Romana e altri esercizi di vario genere in via Cipro: tutti colpiti da incursioni e furti - rivela Ciufalo -. C'è sempre il timore di arrivare la mattina e trovare qualcosa che non va, e così viene meno la serenità. Complice anche il periodo e le difficoltà economiche che ci trasciniamo ormai da alcuni anni. Questa è una zona della città che sembra tranquilla, ma in realtà purtroppo non è così». Per Tacco Lampo, aperto dal lontano 1982, i furti non sono una novità: due anni fa un'incursione con le stesse modalità provocò danni ben peggiori («Mi distrussero completamente la saracinesca»). Un discorso analogo proprio a quello della vicina libreria e rivenditrice di oggettistica, Il Velo di Maya. «Dall'inizio del 2018 siamo stati vittime di due spaccate, episodi che erano già avvenuti alcuni anni fa: la prima è avvenuta il 1 gennaio, all'una e mezza - svela la titolare del negozio -. Hanno scassinato la serranda del locale, ma è partito l'allarme e quindi si sono fermati. Sono quindi tornati lunedì, a distanza di 8 giorni, e con le stesse modalità stavolta sono riusciti a entrare nel negozio, portando via un po' di oggetti d'argento, e il registratore di cassa». LO STESSO registratore è stato in seguito ritrovato dai dipendenti di un vicino supermercato in un parcheggio della zona. «Esiste effettivamente un problema sicurezza in questi quartieri – prosegue la libraia –: prima dell'estate, per esempio, stavo servendo un cliente ed è entrato un gruppo di ragazzi di varie etnie intorno ai 20 anni, che mi hanno rubato il telefono appoggiato sul tavolo e poi si sono dileguati». Difficile trovare contromisure pratiche all'ondata di crimini: quelli di piccolo cabotaggio si confermano i più difficili da arginare. «Ho sempre pensato che la soluzione di un poliziotto di quartiere potrebbe essere un ottimo deterrente – riflette Ciufalo –. Sicuramente parleremo del problema ai rappresentanti del consiglio di quartiere, per cercare di mettere in luce la questione. I negozianti di questa zona sono esasperati, e purtroppo il dato è chiaro: furti e rapine non sono affatto in calo». •

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