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martedì, 21 novembre 2017

Raimondi: «Brescia
sulla rotta del traffico
illecito dei rifiuti»

A destra il procuratore Raimondi durante l’incontro di Carpenedolo

«Brescia è una nuova terra dei fuochi» aveva detto in audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. E mercoledì sera il procuratore aggiunto Sandro Raimondi ha ribadito la sua posizione a Carpenedolo, nel contesto degli incontri organizzati da «EticaFestival». Sullo sfondo, l’inchiesta sul traffico di rifiuti provenienti dal sud Italia, smaltiti in impianti del Nord, in parte anche - secondo l’accusa- nel termovalorizzatore di A2A, senza previo trattamento.

«La criminalità organizzata - ha affermato Raimondi - non è più quella dei film o dei pizzini. Oggi fa finanza. È riuscita ad infiltrarsi in una parte dell'impresa lombarda. E fa denaro soprattutto nel campo dei rifiuti e prodotti petroliferi. Mentre lo spaccio di droga, almeno sul territorio, è stato appaltato agli stranieri». In sostanza, la malavita riesce a guadagnare molto di più dal traffico dei rifiuti che dallo spaccio di cocaina o altre sostanze stupefacenti. Raimondi, che in commissione parlamentare aveva denunciato il ruolo di una parte dell’impresa del nord Italia in queste vicende, spiega: «Il rifiuto dal Mezzogiorno viene al nord e qui non viene trattato, perchè è costoso seguire certe procedure. In alcune intercettazioni abbiamo sentito dire tra due interlocutori che il rifiuto meno lo tocchi e più guadagni».

Questo è un tema che riguarda da vicino anche Montichiari e tutti quei paesi che ospitano discariche. «La nostra terra soffre in maniera particolare questo tipo di attività criminale - ha ammesso Raimondi - La situazione di questa provincia è variegata e complessa. Ci sono alcune imprese legate alla criminalità organizzata ed altre no. È chiaro che l'obiettivo non è quello di criminalizzare l'impresa bresciana tout court. Anzi, l'imprenditoria sana di Brescia dovrebbe dare un segnale virtuoso e responsabile».

«PER QUESTO motivo - spiega - con il procuratore capo Tommaso Buonanno, abbiamo deciso di creare un gruppo di magistrati per portare avanti la cultura della legalità nell'ambito del trattamento del rifiuto». In un contesto del genere, come ha insegnato Giovanni Falcone, «occorre seguire i flussi di denaro per scoprire i canali della criminalità nel territorio». Infine il procuratore aggiunto Sandro Raimondi si è soffermato sul collaboratore di giustizia Nunzio Perrella, che aveva parlato di rifiuti interrati dalla camorra anche a Montichiari. Affermazioni enfatizzate da una parte della stampa locale. «I risultati e le analisi delle sue parole non sono state degne di interesse. È un suo problema se l'ha fatto in buona o cattiva fede», ha chiosato Raimondi.