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11.01.2019

Restano senza contratto 4.500 addetti bresciani: scatta la nuova agitazione

Nonostante introiti cospicui delle cliniche i contratti restano fermi
Nonostante introiti cospicui delle cliniche i contratti restano fermi

Ammontano a 4.500 circa i bresciani che lavorano nelle cliniche private della nostra città e della provincia, tutti in attesa del rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. Il grido di dolore per una situazione di stallo che si trascina ormai da dodici anni lo lanciano, ancora una volta, le categorie della funzione pubblica dei tre sindacati confederali. IN UN COMUNICATO diffuso ieri Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl denunciano: «I gruppi della sanità privata bresciana aderiscono alle associazioni datoriali Aris e Aiop, le quali non vogliono riconoscere il diritto ad un nuovo contratto». Atteggiamento, sostengono le tre sigle, in contrasto con almeno un paio di fattori che dovrebbero aiutare il superamento dell’impasse: «In questi anni le cliniche private bresciane, pur avendo fatto utili per milioni di euro, fatta eccezione per Poliambulanza, per Domus Salutis e per Fondazione Don Gnocchi, non hanno distribuito nulla agli operatori, mortificando la loro professionalità messa a disposizione per fornire servizi di qualità. Inoltre, per le prestazioni che erogano le strutture private bresciane ottengono rimborsi pubblici pari a 450 milioni di euro annui». In realtà una trattativa, «dopo anni di indisponibilità da parte delle associazioni nazionali che rappresentano le cliniche private», nel 2018 è iniziata, «ma di fatto rimane in stallo per la pretestuosa posizione dei datori di lavoro di scaricarne sulle Regioni i costi». SUL PIANO salariale, affermano i sindacati, i lavoratori del comparto sono penalizzati: «Gli operatori di queste strutture sono professionisti qualificati che garantiscono i servizi sanitari ai cittadini, nonostante i loro salari (da 1.100 euro per un ausiliare a 1.400 per un infermiere turnista) siano immutati da più di un decennio». A ciò si aggiunge, ed è il caso del gruppo degli istituti clinici bresciani, «l’indisponibilità ad aprire almeno alla contrattazione decentrata, nonostante introiti cospicui e in continua crescita». I tre sindacati di categoria sono in stato di mobilitazione. Al supporto dato alla trattativa contrattuale in atto saranno aggiunte forme di volantinaggio e raccolta firme «per denunciare la insostenibile situazione che vede gli operatori della sanità privata continuare a garantire il servizio ai cittadini (nel settore gli scioperi non possono essere incisivi senza pesare sugli utenti) con un limitato rapporto di forza nei confronti dei datori di lavoro». Il 30 gennaio, a Milano, si terrà una manifestazione a carattere regionale che avrà luogo di fronte al Pirellino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.ZAP.
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