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08.09.2018

Riconoscimento facciale: ladri in manette

I due ladri ripresi dalle telecamere del sistema di videosorveglianzaPolizia Scientifica al lavoro durante gli accertamenti al computer con i nuovi programmi FOTOLIVE
I due ladri ripresi dalle telecamere del sistema di videosorveglianzaPolizia Scientifica al lavoro durante gli accertamenti al computer con i nuovi programmi FOTOLIVE

Avevano preso parecchi accorgimenti. Persino quello di «oscurare», coprendoli con foglietti adesivi, gli spioncini delle porte d’ingresso degli altri appartamenti situati sullo stesso pianerottolo. Ma i due georgiani non avevano fatto i conti con uno dei sistemi di difesa passiva più efficaci: quello di videosorveglianza. In particolare con la valorizzazione, a livello investigativo, che di questo sistema fornisce il programma S.A.R.I., in dotazione alla Polizia di Stato. I due topi d’appartamento partiti dalla Georgia sono stati incastrati grazie al riconoscimento facciale. Per arrestare i malviventi, un trentenne e un trentunenne, non si è fatto ricorso solo alla tecnologia. I responsabili del furto messo a segno il 17 luglio scorso nell’abitazione di un’anziana, in via Scuole in città, sono stati presi grazie anche alle tecniche investigative classiche, sfruttate al meglio dagli uomini della squadra Mobile della Questura cittadina. Ma, certamente, poter contare sull’apporto tecnologico del programma che consente di sfruttare al meglio le immagini girate dai sistemi di videosorveglianza, e non solo, si è rivelato importante. Anche perché ora sarà possibile capire, se si reperiranno altre immagini, quante volte i due georgiani sono entrati nelle abitazioni per fare razzia. IL 17 LUGLIO SCORSO hanno atteso che l’anziana proprietaria di casa uscisse non immaginando di essere al centro delle immagini del potente sistema di videosorveglianza. Immagini ad alta definizione che poi si sono rivelate fondamentali nell’applicazione della nuova tecnologia. Grazie ad essa, ma anche agli accertamenti sui telefoni e ad altra attività investigativa è stato possibile aver ragione di criminali che vengono classificati come «altamente specializzati nei reati predatori». Si tratta delle bande georgiane, con gli esecutori materiali dei furti che spesso fanno parte di organizzazioni caratterizzate da rigide gerarchie e con ramificazioni in diversi paesi europei. Il bottino del furto messo a segno il 17 luglio purtroppo non è stato recuperato. Sulla base di quanto spiegato dall’anziana vittima e degli accertamenti della Mobile si tratterebbe di circa mille euro e di alcuni monili. La ricettazione in questi casi viaggia a velocità altissima. Le indagini della Mobile ora procedono per verificare il coinvolgimento dei due georgiani in altri colpi. Le manette ai polsi dei due ladri sono scattate nel Veronese, a Sanguinetto. Non si tratta di una base operativa, è stato spiegato, ma dell’abitazione della famiglia di uno di loro. Lì, ad ulteriore conferma del livello e della bontà delle indagini, sono stati trovati capi d’abbigliamento utilizzati anche durante il colpo bresciano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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