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16.05.2018

Ripulire dai graffiti,
il ponte che avvicina
ai richiedenti asilo

Il quadro della Leonessa che dialoga con una ragazza africana, opera degli ospiti del Pampuri
Il quadro della Leonessa che dialoga con una ragazza africana, opera degli ospiti del Pampuri

I muri deturpati dai «taggettari» diventano ponte di inclusione e occasione per rendere la città più bella e sicura. Da domani a sabato, e poi dal 24 al 26 prossimi, 14 richiedenti asilo ospiti dell’asilo notturno Pampuri ripuliranno due pareti pubbliche da 200 metri quadrati l’una rovinate dai vandali della bomboletta. E con l’aiuto dei due gruppi di writer bresciani True Quality e Yello Fat daranno a entrambe un tocco di bellezza artistica. Il protocollo sottoscritto nell’ottobre scorso tra Prefettura, Comune e Pampuri per l’accesso al volontariato di ragazzi inseriti nel programma governativo di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, dà altri preziosi frutti. Non che i giovani del Pampuri siano capaci solo di tinteggiare. Ieri hanno dato prova del loro estro con un grande quadro della Leonessa che protegge la città e dialoga con una ragazza africana simbolo del «diverso». È la trascrizione pittorica di quel «ponte» di inclusione che vogliono erigere a Brescia. E lo hanno regalato per l’occasione all’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti durante la presentazione dei due fine settimana di riqualificazione urbana con writing decorativo. Il primo si concretizzerà nell’area di via Carpaccio, incrocio con via Raffaello. Il secondo a Casazza nell’area all’altezza della biblioteca comunale. Tema conduttore dei lavori sarà proprio il concetto di ponte, simbolo di unione tra nord e sud del mondo, oltre che tra centro cittadino e quartieri. E a conclusione, in entrambi i casi, nei pomeriggi del sabato dalle 15 alle 19, le due biblioteche decentrate allestiranno una mostra di opere realizzate insieme da writer bresciani e richiedenti asilo.

IL PROGETTO è stato presentato ieri in Loggia dall’assessore con il comandante della Polizia locale Roberto Novelli, il responsabile della Sicurezza urbana Luca Iubini, i responsabili delle biblioteche di San Polo e Casazza Luigi Carimando e Renato Renna, il delegato del quartiere Casazza Luca Pomarici e la responsabile delle relazioni esterne del Pampuri Francesca Montiglio principale artefice del progetto. «Conteniamo il degrado con politiche repressive – dice Muchetti -, ma anche di integrazione e recupero con interventi di sistemazione dei luoghi deturpati». La bellezza fa rima con sicurezza, insomma, perché «chi vive in luoghi belli – ricorda Iubini – si sente più sicuro». Si parte domani, con i ragazzi del Pampuri all’opera a San Polo parco per abbellire il muro davanti alla chiesa di San Luigi Gonzaga. Poi, nel pomeriggio di sabato 19 nella biblioteca di via Tiziano 246, alla cascina Riscatto, si faranno conoscere meglio con una mostra di opere realizzate da loro. E sabato 26 la replica a Casazza con altre opere inedite. «Sarà un esempio d cittadinanza attiva», dice Carimando. «Da sempre le biblioteche sono luogo di integrazione e inclusione, e questo è un altro passo avanti», aggiunge Renna. «La biblioteca di Casazza è un ritrovo importante per il quartiere, che aveva espresso il bisogno di questo lavoro», sottolinea Pomarici. Non è la prima volta che i richiedenti asilo del Pampuri si rendono protagonisti di lavori socialmente utili. L’iniziativa ha preso il via l’anno scorso, quando i ragazzi in accordo con la Loggia hanno ripulito e bonificato il «bunker» di via Odorici.

Mimmo Varone
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