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28.09.2017

Rogo nell’ex
«Bisider», salvati
gli abusivi

Un disastro annunciato si è scatenato con violenza ieri sera in via Eritrea. Il fumo acre si è levato in aria dopo le 21.30. In quegli stessi attimi, per la via, si sono udite forti grida. Infine la scoperta, allarmante, a pochi metri dalla redazione di Bresciaoggi. Fiamme sempre più corpose, che si gonfiavano con i minuti in quella «gabbia» di mattoni e inferiate che era diventata la palazzina degli uffici degli ex stabilimenti Bisider, oggi proprietà della Regolo srl. Proprio lì dove hanno trovato rifugio un gruppetto di senza tetto. Ci vivono da qualche anno, tra topi e sporcizia. Ieri sera, in una delle stanze, al riparo dai primi freddi settembrini, qualcosa è accaduto. Una candela per rischiarare quel buio compatto e opprimente, una stufetta per scaldare le mani e le ossa e concedersi qualche ora di sonno. Oppure un fornelletto per preparare una passabile cena, o una sigaretta scivolata di mano nel dormiveglia. Non si sa cosa c’è stato prima, ma possiamo raccontare cosa si è scatenato poi. Fiamme da terra a cielo che hanno squarciato il tetto e deflagrato i pochi vetri ancora presenti. La chiamata al Nue 112 è partita da Bresciaoggi e nell’ attesa che i mezzi di soccorso arrivassero, il pensiero era solo uno: «Ci sarà qualcuno sotto quelle fiamme?». Mentre gli sguardi cercavano i Vigili del Fuoco - arrivati poco dopo con un forte spiegamento di forze - le orecchie si tendevano all’ascolto. «Ho sentito delle voci, le ho sentite», ripeteva senza sosta una donna di passaggio in via Eritrea. All’arrivo della Polizia, si è precipitata da un agente. Anche lei voleva dare il suo contributo. Ma la situazione, fortemente instabile, poteva essere gestita soltanto da chi sa confrontarsi con la devastazione delle fiamme, muovendosi nel fumo denso che non lasciava respirare.

Il suono delle sirene si è così mischiato allo scoppiettio dell’incendio, nella corsa contro il tempo per salvare le persone all’interno dello stabile.

I VIGILI DEL FUOCO con idranti e scale - due mezzi più altri tre in supporto - hanno raggiunto i piani alti della struttura, riuscendo a portare in salvo pare tre persone, due uomini e una donna, che sono stati subito soccorsi dal personale delle due ambulanze arrivate sul posto. Una coppia sarebbe stata trasferita in ospedale per accertamenti. Nulla di grave, fortunatamente, visto l’impeto delle fiamme. Il terzo, un uomo romeno, è rimasto in strada mentre i soccorsi continuavano il loro intervento, alla ricerca di una quarta persona che, secondo quanto raccontato dagli altri, avrebbe dovuto essere nello stabile. Ricerche negative, fino a mezzanotte.

«Non so dove sia la piccoletta», raccontava Andrei, uno dei senza tetto portati in salvo, affiancato da un suo connazionale. «La chiamo “piccoletta“, ma avrà 40 anni, come me. Forse non c’era stasera». Cosa è successo? Gli chiediamo. E Andrei racconta: «Nella stanza c’erano l’africano e la sua compagna romena. Avevano bevuto un po’, poi hanno acceso il fuoco con dei legni, forse per scaldarsi. Ho visto un fuoco, e poi un altro... Fiamme in tutta la stanza». Ma della coppia, al termine della lunga serata, nessuna traccia. La speranza è che siano riusciti a fuggire per tempo. A mezzanotte e mezza Vigili del Fuoco erano ancora sul posto per la bonifica. Soltanto la settimana scorsa Bresciaoggi aveva denunciato con un documentato reportage fotografico la perdurante situazione di degrado dell’ area con cumuli impressionanti di rifiuti abbandonati e topi grandi come gatti che si aggiravano indisturbati. Un angolo dimenticato di città diventato precario rifugio di senza tetto, che proprio nella palazzina al centro del rogo di avevano stabilito la loro dimora nonostante le precarie condizioni dell’edificio. Il tetto sul lato di via Eritrea appariva da mesi pericolosamente imbarcato e a rischio di crollo. Ieri sera il rogo.

Paola Buizza
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