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20.02.2019

Sana, Conte scrive
al Pakistan:
«Ci sia chiarezza»

Conte ha scritto al Pakistan per chiedere giustizia per Sana Cheema
Conte ha scritto al Pakistan per chiedere giustizia per Sana Cheema

«La morte della giovane Sana Cheema ha scosso dal profondo il nostro Paese. Per questo motivo ho inviato una lettera al primo ministro pakistano, per testimoniare l’auspicio del governo italiano affinché venga fatta luce al più presto sulle responsabilità del brutale assassinio». Così su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato una lettera inviata al primo ministro del Pakistan in cui spiega che l’opinione pubblica italiana, dopo l’assoluzione degli imputati, si aspetta «che i responsabili siano assicurati alla giustizia». Nella missiva che il premier ha inviato al primo ministro del Pakistan Imran Khan, si sottolinea che «ha destato vivo stupore in Italia la sentenza del tribunale di Gujarat che ha assolto tutti gli undici imputati del processo per l’omicidio di Sana Cheema, giovane italiana di origine pakistana assassinata nell’aprile dello scorso anno mentre era in visita alla sua famiglia in Pakistan». «L’opinione pubblica italiana - ha scritto il presidente del Consiglio - profondamente commossa dalla vicenda della giovane sin dalla notizia della sua uccisione, continua a seguire con grande attenzione gli sviluppi del caso, sul quale si aspetta sia fatta giustizia».

DUNQUE, conclude Conte, «pur nel pieno rispetto delle prerogative e dell’indipendenza della magistratura pakistana, desidero manifestare il forte auspicio del governo italiano affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità per la morte di Sana, assicurando i responsabili alla giustizia». Intanto la Procura generale di Brescia ha chiesto al Pakistan tutti gli atti processuali relativi al delitto di Sana. Tutti gli indagati, undici persone, sono stati assolti dal tribunale di Gujarat per mancanza di prove. La Procura aveva già aperto un’inchiesta contro ignoti e senza ipotesi di reato e potrebbe valutare nuove indagini. «Si può pensare all’omicidio politico. Dobbiamo però leggere gli atti e capire se la sentenza sarà definitiva», è l’ipotesi del Procuratore generale Pierluigi Maria Dell’Osso, in contatto con il procuratore generale in Pakistan. giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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