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22.02.2019

«Sanpolino, così
rilanceremo il villaggio
abbandonato»

Morgan Breda ed Elettra Bertoldi vorrebbero abitare  a Sanpolino
Morgan Breda ed Elettra Bertoldi vorrebbero abitare a Sanpolino

Dall’oblio alla rinascita entro il prossimo autunno. Il villaggio abbandonato di via Zappa, a metà strada tra San Polo Case e Sanpolino, potrà presto lasciarsi alle spalle l’immagine di desolazione che lo contraddistingue e trasformarsi in un luogo di vita e di aggregazione destinato ad accogliere 36 persone anziane con lieve mancanza di autosufficienza. LA VENTATA di novità arriva dall’ambizioso progetto firmato dalla Fondazione Brescia Solidale — emanazione sociale del Comune e gestrice della Rsa Arici Sega di via Fiorentini —, che mette sul piatto 900mila euro di fondi propri per la realizzazione di una comunità alloggio in corrispondenza delle schiere centrali del complesso residenziale. L’intervento, rimasto a lungo sulla carta per lungaggini burocratiche, permetterà inoltre di offrire una sistemazione definitiva ai circa 20 ospiti provenienti dalla dismessa Villa Palazzoli e che attualmente sono presi in carico in una struttura di Fondazione Richiedei a Gussago. I LAVORI, affidati all’impresa edile Dicataldo di Barletta, sono iniziati in questi giorni e dovrebbero concludersi tra ottobre e novembre: i locali esistenti, da ristrutturare completamente per risolvere le evidenti problematiche di umidità dovute alle infiltrazioni d’acqua dal sottosuolo, saranno adibiti a camere da letto e a cucine comuni, mentre il cortile interno su cui affacciano le unità immobiliari verrà assimilato ai corpi di fabbrica attraverso una copertura lamellare in vetro e muratura, per assolvere la funzione di hall d’ingresso e di sede delle attività diurne. La proprietà resterà invece in capo alla Loggia, che ne affida la gestione a Brescia Solidale tramite la formula del comodato d’uso gratuito temporaneo. «All’interno opereranno infermieri e operatori socio-sanitari, ma gli inquilini manterranno un discreto livello di autonomia e potranno beneficiare interamente dei servizi offerti dal quartiere», ha commentato il presidente della Onlus Giacomo Mantelli. Il cuore della lottizzazione muterà quindi parzialmente il volto dell’area, tuttavia molti degli immobili collocati ai lati della superficie urbanizzata sono per il momento condannati a mostrare ancora i segni del degrado: intonaci scrostati, crepe alle pareti, erbacce e sporcizia portata dal vento e dall’incuria. «Abbiamo più volte segnalato la situazione all’ufficio di zona competente, chiedendo di sbloccare risorse per rispondere al bisogno abitativo di tanti anziani o di soggetti in condizioni di marginalità», ha spiegato il presidente del Cdq di Sanpolino Mattia De Tursi. A SOFFRIRE non è però soltanto chi abita già in zona. La palese decadenza ha provocato una fitta al cuore di una coppia di giovani sposi che nel quartiere popolare avrebbe voluto da tempo mettere radici. Si tratta di Elettra Bertoldi e di Morgan Breda, 28 e 31 anni, entrambi con una laurea in economia e commercio, che gestiscono da tre anni e mezzo il distributore Eni di via XXV Aprile: imprenditori disposti a fare sacrifici, vorrebbero trasferirsi a Brescia da Rovato per costruire una famiglia e immaginano la casa dei sogni proprio a Sanpolino. «Vicino alla metropolitana, in mezzo al verde, immerso in una realtà sociale vivace e accogliente», ha raccontato Elettra, che si è detta più volte disposta ad acquistare un immobile in rovina e a pagare in toto la ristrutturazione. «Il Comune dice che quelle in buono stato sono tutte assegnate e che le altre presentano problemi strutturali. Mi auguro soltanto che l’amministrazione incominci a pensare anche a soluzioni per noi giovani, perché non riesco a immaginare la nostra vita e quella dei nostri futuri figli in un altro posto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Vitacca
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