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08.02.2018

Scuola, a Brescia
sfondano i
professionali

Sempre più giovani iscritti agli istituti tecnici della provincia che assicurano un buon futuro lavorativo
Sempre più giovani iscritti agli istituti tecnici della provincia che assicurano un buon futuro lavorativo

Magda Biglia Studenti bresciani diversi da tutti. Mentre a livello nazionale e regionale prevalgono di gran lunga gli iscritti ai licei, nella nostra provincia siamo al testa a testa, con un lieve superamento da parte dei tecnici e con un appeal dei professionali secondo in Lombardia solo a Sondrio. Altro dato: calano gli iscritti a tutti i livelli scolastici. Sono le prime rilevazioni del Miur sulle iscrizioni chiuse martedì. Nel Bresciano la decrescita demografica, cui si aggiunge la partenza degli immigrati rimasti senza lavoro, è arrivata prepotente alle primarie e alle medie, e si riverbera già nelle superiori. È un fenomeno che interessa tutta la regione, ma che è più a macchia di leopardo per quando riguarda le secondarie di secondo grado. LO STACCO grosso è invece sugli indirizzi che delineano il futuro. In Italia più del 55 per cento dei ragazzi ha optato per il liceo, un 30 per il tecnico, solo il 14 per cento per il professionale, ancora in discesa nonostante l’annunciata riforma. Fra i licei, cui guardano più le ragazze, è prediletto lo Scientifico, indicato da uno su quattro. Salgono Scienze umane e Linguistico, scende lievemente l’Artistico; il Classico rimane di nicchia. I ragazzi bresciani invece amano poco il classico ma hanno fette inferiori ai compagni lombardi in ogni tipo di liceo, mentre le cifre salgono quando si tratta di istituti tecnici che proiettano in un mercato del lavoro che, nonostante la crisi, li ricerca. Ai licei scientifici preferiscono gli istituti tecnologici. È l’anomalia bresciana, non nuova ma che vede aumentare il distacco. In città ci sono, però, scuole di punta che anche quest’anno dovranno fare i conti con gli spazi e respingere gli studenti, facendo riferimento alla seconda scelta, altre che restano stabili, altre con lievi cali. Al Leonardo le Scienze applicate continuano ad attirare utenza. Settanta-ottanta ragazzi verranno dirottati. «Abbiamo ristretto l’ambito a città e hinterland, senza Valtrompia- spiega il dirigente Massimo Cosentino- ma non è bastato. Siamo saturi, avremo quindici classi in entrata e 14 quinte in uscita, un problema». In totale sono 480 gli iscritti, con calo del Linguistico, un leggero incremento dell’Artistico. All’Iis Castelli, le domande sono 515 contro le precedenti 463. Il corso più gettonato si conferma l’Informatico, fermi restano Chimica e Meccanica, riprende fiato l’Elettrotecnico-Elettronico che stava passando di moda. «Siamo soddisfatti- commenta la preside Simonetta Tebaldini- le famiglie hanno capito che oggi l’istruzione tecnica è cambiata, è all’avanguardia. Sanno che subito dopo il diploma i ragazzi ricevono due-tre proposte di lavoro, e che, se vogliono, hanno la preparazione adeguata per l’università». Da via Cantore nessuno sarà mandato via, «c’è spazio per tutti, ho già mandato la conferma» aggiunge Tebaldini. Non è così all’Abba-Ballini, dove sono alle strette. I nuovi saranno 249, ma si dovranno sommare i bocciati che in prima sono parecchi. «Dovrò riconvertire la sala video ricavando due aule per vedere di farcela, ma tutti non ci staranno» afferma dalla presidenza Elena Lazzari. A crescere è soprattutto l’indirizzo turistico, meno pesante del tecnico amministrativo, finanza e marketing. C’è anche un indirizzo umanistico fra i top, il liceo delle Scienze umane Gambara. Le adesioni sono 266, ma una ventina di iscritti alle Scienze umane dovranno effettuare altra opzione. «Avrei i numeri per cinque classi ma non so dove mettere la quinta. Torneranno in sede due del Linguistico l’anno scorso ospitate dall’Arnaldo e gli spazi sono quello che sono. Un laboratorio diventerà aula però non è bello» sottolinea Giovanni Spinelli, alla guida in via Tosio. Augusto Belluzzo, dirigente del Pastori, istituto tecnico agrario, riferisce che, dopo il boom «adesso siamo alla stabilità». Sono 205 gli arrivi e dieci resteranno le prime classi. Giorgio Becilli, a capo dell’istituto Sraffa denuncia una flessione dell’indirizzo socio-sanitario, mentre reggono il professionale commerciale e il tecnico in Finanza e marketing. «Noi abbiamo cercato delle curvature nostre» riferisce. Ma agli studenti pesano i troppi anni per questi mestieri. Meglio i percorsi centri di formazione professionale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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