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22.01.2019

Scuole, così la
Loggia lavora
sull’antisismica

Sindaco e assessori in visita ad una primaria. Lavori su 110 edificiLa scuola media «Romanino» tra le prime interessate dai cantieri
Sindaco e assessori in visita ad una primaria. Lavori su 110 edificiLa scuola media «Romanino» tra le prime interessate dai cantieri

Quattro milioni di euro solo per cominciare. Il Comune di Brescia possiede 110 edifici scolastici e, sebbene non ne abbia l’obbligo, ha in mente di adeguarli tutti alle nuove norme antisismiche. A farne tre all’anno non basterà un trentennio, e nel frattempo bisognerà eliminare pure quel che resta (non poco) delle barriere architettoniche, sistemare tetti, cambiare infissi... tutte manutenzioni straordinarie che diventano “ordinarie” con un patrimonio così vasto. Con i 4 milioni messi dalla Giunta Del Bono nel Previsionale 2019 bisognerà rispondere alle urgenze e nel contempo avviare una progettazione pluriennale per una messa a norma definitiva. L’idea – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Valter Muchetti – è di continuare con le manutenzioni estive sugli edifici che più di altri hanno bisogno di efficientamento termico (cambiare gli infissi costa mediamente un milione), di eliminare le barriere architettoniche, riparare tetti. E intanto individuare le priorità per gli interventi più corposi come gli adeguamenti antisismici e antincendio, i cablaggi, che prevedono la chiusura dell’edificio per periodi più lunghi delle vacanze estive e lo spostamento temporaneo delle classi in altra sede. Dunque, si prepara un programma per i prossimi 5 anni.

UN POOL di tecnici del Comune lavora da tempo alla definizione di un elenco di priorità in base a vetustà, sicurezza e importanza dell’edificio. I primi controlli al patrimonio edilizio scolastico sono partiti oltre un anno fa, dopo un accordo con le facoltà di Ingegneria di Brescia e Bergamo «che permetteranno di utilizzare le tecnologie più avanzate e gli ultimi risultati di studio sull’antisismico», sottolinea Muchetti mentre ammette che i 4 milioni stanziati quest’anno di sicuro non basteranno ma «sono pronto a prendere tutto ciò che potrà venire da variazioni di bilancio in corso d’opera». In termini generali, si dovrebbe procedere a colpi di tre scuole all’anno ma quel che accadrà davvero si deciderà volta per volta in base ai finanziamenti disponibili e alle dimensioni dell’intervento selezionato. Per quello che trapela - ma le bocche su questo sono cucite e non c’è nulla di ufficiale -, la terna (o la coppia) di scuole per l’anno di avvio, che sarà il 2020, sarebbe pronta per affrontare in corso d’anno il progetto esecutivo. Al momento si sa solo che al secondo posto c’è la Romanino di via Carducci, del Comprensivo Ovest 1, ma le cose potrebbero anche cambiare. La progettazione impegnerà quanto avanzerà dei 4 milioni messi a bilancio, dopo gli interventi estivi più urgenti da mettere in cantiere per il 2020 (quelli della prossima estate sono stati finanziati l’anno scorso). La Loggia, intanto, terrà d’occhio bandi di cofinanziamento regionali e statali, «che sicuramente ci saranno» dice Muchetti. Su questa base si impegneranno anche i fondi comunali, con la speranza di concorrere per non oltre il 40 per cento, dopodichè si metterà mano alla progettazione, che in qualche caso dovrà passare dal vaglio della Soprintendenza ai beni architettonici, che richiede spesso tempi non brevi. Perciò solo fra un anno (nel gennaio 2020), quando la situazione sarà chiara, si lanceranno le gare d’appalto, e i cantieri potranno aprire a partire dalla successiva estate. «Devo impegnare i 4 milioni entro quest’anno – dice l’assessore – e c’è tempo fino a novembre per progettare quanto sarà spendibile l’anno prossimo». Il problema sarà trovare una sede alternativa per le classi sfrattate. Ma la Loggia – assicura Muchetti – sta pensando anche a questo. «Vogliamo creare un hub di almeno quattro scuole che cerchiamo di mantenere mezze vuote, una per ciascun quadrante cittadino – spiega -, in modo che possano ospitare le classi che volta per volta ne avranno bisogno, senza costringere i ragazzi a spostarsi di molto». Insomma, si replicherà un meccanismo già sperimentato nel corso delle bonifiche a Chiesanuova. Il tutto, «alla luce delle indagini sui singoli edifici – precisa l’assessore -, perchè a volte per rafforzare le strutture portanti basterà aggiungere una trave o qualche tirante, e i tempi di lavoro non saranno lunghi». Ma altri interventi dureranno un anno, forse più, e bisogna attrezzarsi.

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Mimmo Varone
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