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11.12.2017

Sicurezza, Muchetti
rassicura «Baby gang?
Nessun allarme»

Bresciaoggi gli chiede pubblicamente se non sia possibile un maggiore coinvolgimento della Polizia locale nella prevenzione e repressione dei fenomeni di violenza giovanile che si stanno verificando in città. L’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti altrettanto pubblicamente risponde. Assessore, non pensa che Brescia stia diventando terreno di scontro tra «baby gang»? «Chi fa affermazioni del genere non conosce bene la nostra città. In piazza Vittoria si verifica una rissa all’anno, e un anno fa è durata 20 secondi. Esistono invece episodi di vandalismo e inciviltà. Parlare di baby gang è del tutto fuori luogo, anche se il livello di insicurezza percepito è spesso superiore al reale. E poichè si parla anche di centri commerciali, il Freccia Rossa ha uno degli standard di sicurezza migliori d’Italia». E gli episodi violenti di piazza Tebaldo Brusato come li definisce? «Piazza Tebaldo è collaterale alla movida di piazzale Arnaldo, e fino all’estate c’è stato solo qualcuno pescato a urinare in un vicolo. Ora c’è l’inciviltà di qualche gruppetto del posto, ma abbiamo un occhio di riguardo anche per questa zona, sebbene la presenza della caserma dei Carabinieri, con cui abbiamo un ottimo rapporto, ci renda complicato intervenire, perchè lo fanno loro come d’altronde hanno fatto in passato». Spaccio di droga e degrado in zona Stazione sono endemici. Cosa fa il Comune? «A Brescia c’è un grande consumo di droga, ma il problema attiene soprattutto alle forze dell’ordine, anche se i nostri agenti hanno compiuto cento arresti solo quest’ anno. Certo che bisogna fare di più e che cerchiamo di farlo, ma fra qualche giorno insieme alla Polizia di Stato diffonderemo i risultati degli interventi compiuti e saranno dati di cui essere soddisfatti. Poi il consumo di stupefacenti ha tutta una serie di motivazioni, e non saremo certo noi di Brescia a cancellarlo dalla faccia della terra. Per il resto, nei primi mesi dell’anno le sanzioni della Locale contro l’inciviltà in quella zona sopo raddoppiate da 200 a 400». Non c’è il rischio che la situazione sfugga di mano? «Con le altre forze dell’ordine teniamo sotto controllo le zone critiche. La richiesta di sostanze è fortissima, ma tra noi e la Questura compiamo centinaia di arresti. Sappiamo da tempo che c’è una componente di cronici che assume metadone rivenduto o che fuma eroina. Con forti difficoltà siamo riusciti pure a far sloggiare 60 persone che dormivano nei treni regionali. È vero che si può fare di più ,ma non ci accontentiamo mai, tant’è che il sindaco ha chiesto la conferma della presenza dell’Esercito, che è stata accordata». Non pensa che per debellare questi fenomeni sia necessaria anche un’attività di prevenzione? «Ne sono convinto. E lo facciamo. Siamo sempre pronti ad ascoltare sollecitazioni e proposte, e con il professor Carlo Alberto Romano due sere alla settimana facciamo incontri nei quartieri. Da 7 mila contatti all’anno abbiamo raggiunto un picco di 14 mila e ora ci attestiamo sui 12 mila». Ritiene dunque che stia facendo tutto il possibile? «Di recente da Verona, Venezia e Padova sono venuti da noi per vedere come gestiamo i cani antidroga, e presto cominceremo a usare anche i droni. Dopo che una ventina dei nostri agenti sono finiti all’ospedale per aggressioni, li abbiamo dotati di spray al peperoncino, un’arma di difesa che non ha neanche Milano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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