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22.10.2016

Sicurezza Stradale, da Brescia
parte la campagna del Rotary

L’autobus di Brescia Trasporti che riporta la campagna di sensibilizzazione sugli incidenti stradali
L’autobus di Brescia Trasporti che riporta la campagna di sensibilizzazione sugli incidenti stradali

L’anno scorso l’Italia è stata funestata da 173.892 incidenti stradali con 3.419 vittime e 246.050 feriti secondo i dati Istat. Il Rotary fa partire proprio da Brescia, dove l’automobile ancora domina, una campagna di sensibilizzazione contro tanta perdita di vite umane, e per un anno le cifre accompagnate da immagini «forti» campeggeranno su quattro bus di Brescia Trasporti. Ci saranno anche «pendini» appesi nelle carrozze della metro e un breve filmato che verrà proiettato nelle info tv delle stazioni. «Troppe croci sulle strade» è il leitmotiv della campagna presentata ieri in Loggia da Paolo Franchi, presidente del Rotary Club Brescia Nord capofila del progetto, e da Omar Bortoletti presidente del distretto 2050, presenti anche i club Castello, Brescia Ovest e Veronica Gambara.

È un progetto condiviso dal Comune e da Brescia Mobilità, dall’Università statale e dall’Ufficio scolastico territoriale, e ieri erano presenti pure l’assessore alla Sicurezza Valter Veltroni e il direttore generale Marco Medeghini, il rettore entrante Maurizio Tira, il rappresentante dell’Ust Claudio Vinetti. Molti di loro interverranno pure a un convegno sul tema programmato per novembre con la partecipazione di testimonial che hanno sperimentato sulla loro pelle gli effetti di un grave incidente stradale. Gli atti, poi, verranno riversati su un supporto digitale e consegnati alle scuole di città e provincia per essere divulgati nelle classi. «Il Rotary da sempre mette a disposizione professionalità e risorse al servizio dell’umanità – dice Franchi -, a dare il nostro supporto ad affiancare enti, associazioni e istituzioni che operano sul territorio per prevenire, contrastare e ridurre questo triste fenomeno». Muchetti aggiunge l’attività di prevenzione dei vigili con i ragazzi delle scuole. «In tre anni sono passati da settemila a 14 mila studenti contattati», dice. Medeghini ricorda che il trasporto pubblico «sempre di più può essere uno strumento di comunicazione per veicolare messaggi importanti, e il suo uso è una scelta importante per ridurre gli incidenti».

TIRA, PER PARTE SUA, mette a disposizione tutto il know how della Statale, che sul tema è pure consulente Ocse. «Da vent’anni facciamo ricerca sulla sicurezza stradale – sottolinea – e la nostra compagine di governo sarà sempre a disposizione della società». E anche Vinetti trova che il modo migliore per prevenire sia rivolgersi ai giovani «che spesso si sentono onnipotenti». Si fa prevenzione, ma l’approccio deve essere sistemico. «La componente educativa è fondamentale per migliorare la cultura della sicurezza – precisa il rettore –, ma una campagna Eu sollecita a rendere zona 30 tutte le città europee». L’obiettivo entro il 2020 sarebbe dimezzare gli incidenti mortali. «Nonostante la tendenza alla diminuzione quest’anno avremo una riduzione del calo – dice – e l’obiettivo resta lontano».

Mimmo Varone
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