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07.03.2018

Sindacati scettici: «Mattarella ora avrà il compito più arduo»

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’uscita dalla cabina elettorale FOTO LAPRESSE /  MANGIAPANE
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’uscita dalla cabina elettorale FOTO LAPRESSE / MANGIAPANE

Una cosa è certa: «Il compito che attende il presidente Mattarella sarà molto arduo». La linea di giudizio mette d'accordo i tre sindacati bresciani – Cgil, Cisl e Uil –, chiamati a commentare un post-elezioni ingarbugliato come pochi altri prima. Serve partire, almeno, da un punto fermo: i temi sociali. «In questo senso apriremo interlocuzioni con tutti – riflette Silvia Spera, segretario della Cgil di Brescia –: solleciteremo a dare risposte alla gente, chiunque vada a governare. Purtroppo il tema del lavoro continua a restare delicatissimo, ed è utile che ogni forza in campo si metta in gioco, facendo proposte concrete sull'argomento». Capitolo sinistra: «In questo caso il ridimensionamento è molto forte, e occorre una riflessione da parte di tutti – prosegue Spera –: è chiaro che un certo tipo di elettorato non trova più in quell'area le risposte cercate, e decide quindi di rivolgersi altrove. Un altro problema è quello di Renzi, che pensa ancora di dettar legge, mentre nei fatti non è così». Sulle dimissioni «congelate» del segretario dem: «È un ulteriore tentativo di ingessare un Paese che non ne ha bisogno. La scelta di 5 Stelle e Lega è il segno di una protesta che ha intrecciato i temi del lavoro. Per quanto questi ultimi, torno a ripetere, siano rimasti a margine della campagna elettorale». Meno severo, nel giudizio sul Partito Democratico, è Francesco Diomaiuta, segretario della Cisl. «Penso ci sia stato un forte senso di responsabilità, in questi anni di governo, da tale versante politico – riflette Diomaiuta –. Tuttavia servirà, da parte loro, una riflessione comune sugli errori fatti, perché è chiaro che i voti sono andati altrove». Ne emerge un'Italia spaccata in due. «La divisione è comprensibile, nel Sud gli investimenti sono ridotti, ci sono poche risorse ed è normale affidarsi a chi promette il reddito di cittadinanza – aggiunge Diomaiuta –: il voto al Movimento 5 Stelle è pertanto comprensibile. Più difficile mi risulta comprendere l'avvicinamento del popolo meridionale alla Lega. Così come mi sembra complicato capire le dinamiche del settentrione: oggi, grazie anche a una serie di interventi concordati con le parti sociali, stiamo uscendo dalla crisi economica. Probabilmente a spostare gli equilibri è il dato sulla sicurezza, insieme al nodo degli extracomunitari». IL CALO dei parlamentari bresciani, ridotti a 12 unità, resta intanto sullo sfondo. «Bisognerà capire anche che ruolo avranno – chiude il segretario Cisl –: tutto dipende da quale governo si formerà. Certo, può essere un problema a livello di interlocuzione». Altrettanto dubbioso è Mario Bailo, che guida la Uil di Brescia. «Di Maio si è detto pronto a governare, la coalizione di centro-destra anche – ragiona Bailo –: il dubbio, in quest'ultimo caso, è costituito dal ruolo di Berlusconi e dalla sua eventuale disponibilità ad accettare un ruolo di secondo piano. In generale credo sia stata la peggiore campagna elettorale a cui ho mai assistito: oltre al lavoro, l'altro grande tema mancante è stato l'ambiente, oltre alla volontà di una linea guida precisa in questo senso». Infine una riflessione generale dello stesso Bailo sul senso del voto: «Bisogna prendere atto che questi sono i partiti scelti, a mio avviso la sconfitta del centro-sinistra era prevedibile, e la volontà dei cittadini va rispettata. Ora al Paese serve stabilità, non possiamo avere governi appesi, con il rischio di cadere da un momento all'altro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Jacopo Manessi
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