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12.01.2019

Smog, un gruppo di studenti lancia la petizione on line

Un gruppo di ragazzi ha lanciato una petizione sull’emergenza smog
Un gruppo di ragazzi ha lanciato una petizione sull’emergenza smog

Gli interventi messi in campo dalle istituzioni per migliorare la qualità dell’aria che respirano i bresciani sono «saltuari, inefficaci e non a lungo termine: non sono strutturali e per questo non sortiscono effetti significativi». Sono lapidarie le parole di un gruppo di ragazzi che frequentano la quarta all’istituto «Pastori», che provengono dalla città e dalla provincia e che si dicono preoccupati per una situazione ambientale «allarmante». Gli studenti hanno lanciato una petizione on line sulla piattaforma change.org per chiedere a Comune, Aib, Regione, ministri, commissari europei un cambio di passo sull’emergenza smog. «A nostro parere - scrivono i ragazzi su change.org - non è sufficiente emanare ordinanze che impongono i 19 gradi o il divieto di utilizzo di combustibili fossili per il riscaldamento privato o il divieto di circolazione alle auto più inquinanti, se poi non vengono effettuati controlli capillari e non vengono comminate multe ai trasgressori. Abbiamo imparato che i cittadini andrebbero preparati, educati e informati dagli amministratori e dalla scuola per avere comportamenti più civili e rispettosi nell'interesse proprio e della propria salute». Ed è proprio alla Costituzione, in particolare all’articolo 32, che si rifanno i promotori della petizione invitando gli amministratori a vigilare sulla salubrità dell’ambiente. «Ce ne accorgiamo personalmente, e non solo attraverso i dati che a dicembre sono stati pubblicati dall’Arpa. L’aria che respiriamo puzza», cita ancora il testo. Se è vero dunque il principio secondo cui chi inquina paga, proseguono i ragazzi, le istituzioni dovrebbero dunque chiarire «quali siano le intenzioni e i provvedimenti che intendono mettere in atto nel prossimo futuro per migliorare questa condizione che diventa di anno in anno sempre più grave e insostenibile». UNA RICHIESTA semplice, che fa appello al senso comune e che ha fatto largamente presa sul popolo di Internet. In pochissime ore ha superato le mille sottoscrizioni. «Firmo perché la salute mia e delle mie figlie mi interessa», scrive Elena Manzini nei commenti. «Ci sono auto in circolazione che buttano fuori nuvole di fumo nero e nessuno le controlla», aggiunge Gianfranca Festa. «L’aria e il suolo di Brescia sono veramente in uno stato di emergenza. È ora che la politica faccia scelte diverse e responsabili», prosegue Rita Caldera. «Firmo per scuotere le coscienze - confessa Roberta Cocchi -, per creare sentimento ambientale, per gli amici che combattono contro il cancro. Sveglia!». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

NA.DA.
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