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11.01.2018

Spaccio,
chiuse due
attività

Gli uomini della Questura sono sempre più presenti sul territorio
Gli uomini della Questura sono sempre più presenti sul territorio

Nell’ambito delle continue attività di monitoraggio del Territorio da parte degli equipaggi della Polizia nella città di Brescia, è stata disposta dal questore ed eseguita da personale della Divisione Pasi nella mattinata di ieri la chiusura del «Bar Camozzi», in via Camozzi e del «Mini Market per la casa», in Rua Sovera al Carmine. Entrambi i provvedimenti scaturiscono dagli esiti dei numerosi controlli effettuati dalla Questura di Brescia, anche in collaborazione con le altre Forze di Polizia, in particolari contesti urbani evidenziati per la presenza di individui legati al contesto criminale degli stupefacenti e della tossicodipendenza. Alla luce di ciò, accertato che entrambi gli esercizi commerciali risultano essere abituale ritrovo di persone con pregiudizi per reati in materia di stupefacenti, tenuto conto che, il titolare del bar non si è adoperato per garantire le condizioni minime di legalità nella gestione del proprio locale, il Questore ha disposto la sospensione dell’attività dal 9 gennaio per un periodo di 20 giorni al «Bar Camozzi» e di 15 giorni al «Mini Market». La scossa settimana era toccato al bar «La Coccinella» di via Corfù 92 a Brescia Due. In quel caso l’ordine di chiusura disposto dal questore Vincenzo Ciarambino è stato disposto lo scorso 5 gennaio ed eseguito dal personale della divisione Pasi.

IL PROBLEMA È sempre lo stesso: «Il pubblico esercizio è risultato essere abituale ritrovo di persone con pregiudizi per reati in materia di stupefacenti» ha spiegato la questura. Il 4 gennaio, durante lo svolgimento di un servizio di controllo, gli agenti di Polizia hanno identificato sei avventori: uno è stato indagato perché trovato in possesso di 22 grammi di hashish, un altro è risultato essere destinatario di un divieto di dimora in Brescia. La riscontrata presenza di «individui legati al contesto criminale degli stupefacenti e della tossicodipendenza», ha così portato il questore ad emettere il provvedimento, supportato da una condotta recidiva del titolare del bar.

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