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19.02.2019

Stadio, convocato
Cellino. E il bando
è «congelato»

Il sindaco Emilio Del BonoMassimo Tacconi (Lega)Paola Vilardi (Forza Italia)Il presidente Massimo CellinoGli spalti dello stadio  Rigamonti sono degradati dal tempo e dalla insufficiente manutenzione  FOTOLIVE
Il sindaco Emilio Del BonoMassimo Tacconi (Lega)Paola Vilardi (Forza Italia)Il presidente Massimo CellinoGli spalti dello stadio Rigamonti sono degradati dal tempo e dalla insufficiente manutenzione FOTOLIVE

Il «tavolo» vuole incontrare Massimo Cellino. Il «tavolo» dei capigruppo di maggioranza e opposizione che ieri si è riunito per la prima volta in Loggia. Il tavolo affianca da ieri il sindaco nella difficile impresa di sbrogliare il «nodo-stadio». Tra proposte degli australiani, bandi annunciati e ritirati - anzi no, congelati - urgenze infrastrutturali, scadenze contrattuali e prospettive sportive. Alla lettera degli australiani che minacciano una causa per danni («il Comune aveva deliberato solennemente una manifestazione di interesse e noi abbiamo speso soldi e tempo») Del Bono sostanzialmente non risponde. Forse li incontrerà o forse no. Nulla di sicuro. Ma qualcosa dice: «La eventuale causa non ha fondamento giuridico: il Comune non aveva preso alcun impegno con loro». E ancora: «Una proposta la possono presentare comunque, bando o non bando». Il bando, o meglio l’avviso di manifestazione di interesse, c’è ancora o no? «E’ congelato», è la parola scelta da sindaco e capigruppo. Va nel cassetto. Per essere tirato fuori più avanti? O forse no. Ma che il bando sia acqua passata ormai lo si sapeva (lo hanno capito anche a Melbourne dove infatti si sono irritati), la novità del summit di ieri è invece che i capigruppo vogliono parlare con Cellino (che Cellino accetti di parlare con i capigruppo è tutto da vedere). Nel frattempo un risultato lo hanno raggiunto: la sintonia politica. «Tutti condividiamo l’esigenza di prendere provvedimenti utili affinchè la squadra giochi nella nostra città l’anno prossimo», dice il sindaco. Quali provvedimenti? «Li approfondiremo». Al contempo «condividiamo l’ambizione di dare anche una sistemazione strutturale e definitiva». Quindi, maggioranza e l’opposizione concordano che serve un Rigamonti decente per la serie A (tribune in tubolari) e uno stadio nuovo per il futuro. Più in là pero non si sono spinti: «Valuteremo», ripetono. E il primo passaggio che giudicano indispensabile è l’audizione con Cellino. E sentire anche gli australiani? «Forse... anche...». Nessun appuntamento, nessuna telefonata con i loro avvocati dopo la lettera. «E’ stata scritta ai giornali, al Comune solo per conoscenza». PARLARE con Cellino e congelare la procedura di manifestazione pubblica «in attesa che si chiarisca il quadro degli interessi»: è la strategia a breve della Giunta Del Bono condivisa con la minoranza. Quadro degli interessi che non è molto cambiato da quando è stato deliberato il bando. «Abbiamo deciso di prendere tempo» commenta Massimo Tacconi, capogruppo della Lega. All’opposizione si accontentano di offrire sostegno, per ora. Tranne avanzare qualche dubbio sull’opportunità di avere fatto il bando per poi ritirarlo (ah no, congelarlo). O all’opposto: «se serviva l’accordo con Cellino per l’impianto nuovo attingendo ai finanziamenti della legge sugli stadi si poteva anche non farlo, il bando», ragiona Paola Vilardi di Forza Italia. «Ma a dicembre non sapevamo che Cellino non aveva intenzione di accordarsi con gli australiani. E che non avrebbe partecipato al bando», precisa Del Bono. L’altro «nodo» della vicenda-stadio? La convenzione tra Brescia Calcio e comune per usufruire della struttura scade ad agosto. Forse non tutti gli assi sono in mano a Cellino. •

Eugenio Barboglio
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