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30.09.2017

Stuprata e costretta a prostituirsi
da connazionale richiedente asilo

La ragazza nigeriana ripresa durante le indagini della Polizia locale
La ragazza nigeriana ripresa durante le indagini della Polizia locale

Ha attirato in Italia una connazionale orfana e da poco maggiorenne promettendole una sistemazione accogliente e un lavoro sicuro come parrucchiera. Una volta incontrata la ragazza, arrivata percorrendo la rotta mediterranea e dapprima ospite a Milano in un alloggio Caritas, non ha esitato ad abusare sessualmente di lei e a ridurla in schiavitù, costringendola per oltre quattro mesi a prostituirsi tra il bresciano e la bergamasca sotto la minaccia di percosse e di ritorsioni a danno dei parenti lontani.

Con queste accuse un 21enne di origine nigeriana, sul territorio nazionale con una richiesta di asilo politico, è stato tratto in arresto lo scorso lunedì dagli agenti della Polizia Locale di Brescia: posto sotto custodia cautelare dal Gip, dovrà ora rispondere dei reati di violenza carnale, sequestro di persona, induzione e sfruttamento della prostituzione. Le indagini, coordinate dal commissario aggiunto Alessio Moladori in collaborazione con i carabinieri della stazione di piazza Tebaldo Brusato, hanno preso il via lo scorso marzo, quando la giovanissima vittima, stanca di subire continui soprusi da parte del suo aguzzino e di vivere durante il giorno segregata in un appartamento in via Repubblica Argentina, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto, cominciando a raccontare il suo dramma e a collaborare attivamente con gli uomini della polizia giudiziaria.

VINTA LA PAURA, la sventurata, che a poco a poco ha maturato fiducia nelle forze dell’ordine, ha fornito informazioni dettagliate sulle spaventose condizioni di detenzione e di sopraffazione: violentata allo scopo di intimidirla, ripetutamente picchiata, privata del denaro ricevuto dai clienti e persino ferita da un arma da taglio per aver tenuto di ribellarsi. Informazioni utili a far scattare accertamenti e pedinamenti che, avvalorati dalla prova oggettiva di alcuni filmati, hanno permesso di incastrare lo sfruttatore e di portare allo scoperto un’organizzazione dedita alla tratta di donne dal continente africano (la cui conduzione è per ora attribuita solo al soggetto incriminato). In attesa dell’iter processuale il responsabile resterà in carcere. Per la malcapitata ragazza, che ha ottenuto un permesso di soggiorno per motivi di giustizia, si sono invece aperte le porte di una comunità protetta.

Davide Vitacca
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