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01.04.2012

Sul Metrobus con le due ruote in ascensore o ai lati delle scale

Gli «Amici della Bici» davanti alla sede di Brescia Mobilità  FOTOLIVE
Gli «Amici della Bici» davanti alla sede di Brescia Mobilità FOTOLIVE

C'è grande attesa per la metropolitana, anche da parte dei ciclisti. Il presidente di «Amici della Bici» Giorgio Guzzoni non si aspettava che ieri 180 soci si precipitassero a visitare in anteprima la stazione Bresciadue. E il direttore Metrobus Mauro Rainieri, nelle vesti di cicerone, non si aspettava tante domande. C'è voglia di capire i dettagli del nuovo sistema di trasporto e di fare il primo viaggio, magari con le due ruote al seguito. I 180 hanno rinunciato persino alla contemporanea manifestazione di protesta contro il parcheggio sotto il Cidneo, nonostante abbiano firmato il documento di contrarietà. Dove sono i tornelli? Che succede se non si paga il biglietto? Quali sono i costi dell'abbonamento? A che ora l'ultima corsa? Siamo sicuri in caso di terremoto? A cosa servono quei tubi trasversali? E Rainieri a spiegare che la scatola sotterranea non è soggetta a sollecitazioni sismiche, che i tornelli non ci sono e il biglietto si fa prima di oltrepassare la linea rossa del piano ammezzato, che prima di arrivare alle scale mobili che portano sulla banchina un congegno elettronico controlla se il biglietto sia stato vidimato, che squadre di steward itineranti tra una stazione e l'altra vigilano per tutto l'orario di esercizio. A STUPIRE È L'ASSENZA di personale fisso, sia nelle stazioni sia sui treni. O scoprire che ci sono telecamere nascoste e altoparlanti dappertutto, che le comunicazioni con la centrale di Buffalora avverranno schiacciando un pulsante di chiamata sull'apposito pannello. E «se si schiaccia il pulsante di allarme - avverte Rainieri - tutte le telecamere inquadrano la zona, dalla Centrale vedono chi chiama e cosa accade e poi allertano le squadre». Ancora, si può scendere fino ai treni con la bici a mano, in ascensore o attraverso le canaline ai lati delle scale pedonali. Qualcuno vorrebbe vetture riservate ai ciclisti, per timore di far male a qualche passeggero, altri scoprono che andando in ascensore bisogna cambiare al piano ammezzato per fare il biglietto. E quasi non credono alla possibilità che i treni si fermino a bersaglio, in esatta corrispondenza con le porte di banchina. Si erano dati appuntamento alle 14.30 nella sede di Brescia Mobilità, in piazzetta San Padre Pio. Lì hanno avuto le prime informazioni sulla linea della metropolitana, le tipologie di stazioni, i treni. Poi hanno inforcato le due ruote e per le vie del centro sono arrivati a Bresciadue. Il colpo d'occhio sul grande spazio aperto della stazione profonda, illuminato a giorno dai lucernari, ha lasciato senza parole anche loro. E ora aspettano solo il primo viaggio. MI.VA.

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