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04.02.2015

«Tagli ai trasporti Tavolo aperto con le istituzioni»

Il trasporto pubblico bresciano fa i conti con i tagli regionali a bus urbani e pullman extraurbani. I sindacati vogliono vederci chiaro, e chiedono a Comune e Provincia di mantenere aperto il tavolo di consultazione per valutare «correttivi e soluzioni positive» a una situazione fluida e complessa. Per ora la Provincia ha cancellato 560 mila chilometri degli 820 mila previsti a seguito del meno 3 per cento di trasferimenti da Milano. La Loggia dovrebbe eliminare 180 mila chilometri ma al momento ha lasciato tutto com'è. Dopo le sforbiciate di due giorni fa, la partita resta ancora aperta.
LUNEDÌ Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti si sono confrontate con l'assessore comunale Federico Manzoni e il Consigliere provinciale con delega ai Trasporti Diego Peli. Ma l'appuntamento chiesto nel dicembre scorso non ha cambiato lo scenario. I sindacati parlano di incontro «interlocutorio», che ha tuttavia «permesso di acquisire un quadro ampio di informazioni sulla riorganizzazione dei trasporti, per le scelte in via di adozione e per quelle che si possono profilare nella seconda fase prevista a settembre».
La Provincia - spiegano i confederali - si è riservata la verifica e la possibilità di aggiustamenti per il mese di settembre. Vale a dire che per quella data potrebbe decidere tagli di corse per altri 260 mila chilometri, o trovare altre soluzioni. Che per Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia, sono possibili. «Tagli e aumenti sono dati ineluttabili - dice -, ma nessuno sforzo è stato fatto per evitarli con una riorganizzazione delle aziende ed una riduzione dei costi di gestione per salvare i servizi».
In città pare si stia andando in questa direzione, e la situazione appare diversa. La cancellazione dei 180 mila chilometri di bus arancione è «da pianificare» notano i sindacati, e «secondo quanto affermato dal Comune, da valutare con l'intento di non perdere neanche un chilometro, considerando la necessità di un riordino più generale che non esclude il potenziamento e lo sviluppo di nuove linee verso fermate oggi non previste». Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto a Comune e Provincia di essere «interlocutori anche per la salvaguardia dei livelli occupazionali». Incassando l'impegno a convocare il prossimo incontro ai primi di marzo.MI.VA.

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