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30.09.2017

Tangenti, arrestato
a Pavia imprenditore
di Piancamuno

C’è anche un imprenditore bresciano fra i quattro arrestati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla luce un giro di tangenti per appalti pubblici che coinvolge Asm Pavia, la ex municipalizzata (socio di Lgh) che si occupa per conto del Comune di Pavia e di molti paesi del circondario di igiene, rifiuti e gestione calore. Si tratta di Gabriele Felappi, 47 anni di Piancamuno, amministratore delegato della Antas srl di Gragnano Trebbiense in provincia di Piacenza, azienda che opera nel settore dei servizi energetici e del facility management. Nel 2011 era stato anche candidato sindaco per la Lega Nord a Piancamuno. Felappi sarebbe stato fermato in un albergo con 200 mila euro in contanti.

L’INDAGINE è partita dall’in- chiesta avviata due anni fa dalla Procura di Pavia, che portò alla scoperta di un «buco» di un milione e 800 mila euro nelle casse della multiutility del Comune. Le accuse nei confronti degli arrestati sono di peculato e turbata libertà degli incanti e truffa aggravata (non corruzione come era emerso in un primo tempo) in particolare sotto i riflettori è finito un affidamento per la revisione delle caldaie e la gara per la «gestione calore» (un affare da 18 milioni di euro). Alla Antas, in particolare, era stato affidato l’incarico per gestire il servizio di riscaldamento nelle scuole.

Nel febbraio del 2016 erano già finiti in carcere i vertici dell’azienda, tra cui l’ex direttore generale di Asm Pavia Claudio Tedesi. E il nome di Tedesi figura anche tra gli arrestati di questa nuova operazione coordinata dal procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e dal sostituto procuratore Paolo Mazza e condotta dai carabinieri di Pavia. Insieme a Tedesi sono finiti ai domiciliari l’avvocato Marcello Rainò, già responsabile prevenzione della corruzione e della trasparenza di Asm Pavia, e due imprenditori: il camuno Gabriele Felappi e Bruno Silvestrini della società privata Eti. Secondo quanto è emerso dalle indagini della Procura di Pavia, Tedesi, Rainò e Silvestrini sono accusati di essersi appropriati di ingenti somme di denaro dalle casse di Asm Pavia, per complessivi 400mila euro, sulla base di un accordo occulto, mai approvato dal cda dell’Azienda e non comunicato al Comune di Pavia, riguardante il servizio per la gestione calore degli immobili comunali per le annate 2014 e 2016.

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