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15.03.2019

Tar, riduzione dei
ricorsi: «Sistema
più efficiente»

Riduzione dei ricorsi arretrati e un massiccio utilizzo delle sentenze in forma semplificata. Sono questi i due capisaldi su cui si è retta l’azione della sezione di Brescia del Tar nel 2018 e su cui si procederà spediti anche nell’anno appena iniziato. Così ha assicurato Roberto Politi, presidente della sezione bresciana, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario nella sede di via Zima. Politi ha messo in luce risultati «ben più che lusinghieri per questo tribunale, superiori alla media nazionale», che parlano di ricorsi pendenti calati di 542 unità rispetto al 2017 (passando da 3170 a 2628) e ha puntato l’attenzione soprattutto sulla significativa riduzione dei contenziosi per le controversie in materia di permessi di soggiorno, passati dai 445 del 2017 ai 336 dell’anno scorso. «Dopo la fase di emergenzialità degli anni 2015 e 2016, nel 2019 smaltiremo completamente l’arretrato in questo settore», ha sostenuto il presidente del Tar di Brescia, che al termine della sua relazione si è concentrato sul tema dell’immigrazione, offrendo la spalla alle azioni del governo in carica: «Il fenomeno migratorio non può trovare risposte esclusivamente nella sede giurisdizionale, ma soprattutto in ambito legislativo; e plaudo a recenti interventi che, quanto mai opportunamente, hanno ridisciplinato alcuni segmenti normativo con il necessario rigore». Politi, sempre in tema di immigrazione, ha anche affermato che, «fuori da un coro sempre pronto ad affratellare le voci più disparate, che vengono ad omogeneizzarsi nel mantra della penosa litania dei diritti fondamentali», è arrivato il momento in cui «la stagione della fin troppo frequente evocazione di irrinunciabili posizioni giuridiche alle quali l’ordinamento deve prestare tutela possa essere declinata anche in favore dei cittadini italiani, nati in Italia da cittadini a loro volta italiani. E auspico che un esecutivo finalmente non più pavido possa promuovere una completa riscrittura del Testo unico, nella sua originaria formulazione risalente a più di vent’anni fa». In serata poi la risposta del parlamentare del Pd Marina Berlinghieri: «Preoccupa l’improvvida semplicità con la quale si parla di “penosa litania dei diritti fondamentali”. Un gergo e una modalità che certamente non vanno nella direzione di trovare soluzioni, bensì di acuire le conflittualità». PER QUANTO concerne l’attività della sezione staccata del Tar di Brescia, i risultati sono arrivati «grazie alla proficua collaborazione di tutto il personale», grazie a cui «la contrazione dell’arretrato è stata superiore al 17 per cento, contro il 10 per cento della media nazionale – ha notato Politi -. Inoltre, delle 1153 sentenze pubblicate, oltre il 43 per cento sono sentenze brevi: queste sono suscettibili di azzerare la tempistica intercorrente tra il momento della prima trattazione collegiale e la definizione della controversia, ma in assenza di una disciplina processuale che imponga questa misura per alcuni settori, la scelta è rimessa al Collegio». Il presidente del Tar di Brescia ha salutato con favore l’arrivo di un nuovo magistrato nel 2019, auspicando un ulteriore rafforzamento nel prossimo futuro, per rendere il sistema più efficiente, di fronte a difficoltà e lungaggini che «rischiano di rendere irreparabile lo scollamento dalla società», aumentato da «vicende di variegato malaffare che interessano i magistrati». L’impegno dei magistrati in forza al Tar di Brescia continuerà anche nel 2019, con alcune udienze straordinarie già fissate nei prossimi mesi per smaltire l’arretrato: «Queste misure organizzative dovranno diventare interventi preordinati, per un continuo ridimensionamento dei contenziosi arretrati», ha notato Politi. •

Manuel Venturi
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