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08.11.2018

Tram, consegnato
il project
financing

Consegnata la proposta in project financing per la realizzazione delle due linee della nuova tramvia
Consegnata la proposta in project financing per la realizzazione delle due linee della nuova tramvia

Un altro tassello si aggiunge nel percorso che porterà Brescia a dotarsi di due nuove linee di tram . Come annunciato il 29 marzo scorso, alla stipula dell’intesa tra i partner, Fs Italiane e Brescia Mobilità hanno consegnato al Comune il 31 ottobre una proposta in project financing secondo gli schemi del Public Private Partnership (PPP) per la progettazione, costruzione, gestione ed esercizio dell’infrastruttura. Il valore complessivo dell’investimento, inizialmente indicato tra i 350 e i 380 milioni di euro, è stato individuato nel piano in 361 milioni di euro. L’entrata in esercizio del sistema tranviario è stimata ad aprile 2027. Due le linee inizialmente ipotizzate: Pendolina - Centro - Fiera e via Valcamonica - Centro - Bornata. Qualche ritocco in fase progettuale non ha modificato la sostanza del percorso. Entro il 31 dicembre, come si legge in una nota, l’Amministrazione valuterà la proposta con l’obiettivo di inviare al ministero delle Infrastrutture la richiesta per accedere ai fondi statali destinati a cofinanziare il progetto a cui seguirà la gara ad evidenza pubblica per la realizzazione e la gestione dell’opera nell’ambito delle forme tecniche previste per il partenariato pubblico privato. Perché il progetto possa camminare, il governo dovrà stanziare almeno il 50% delle risorse necessarie.

«NEI MESI che hanno preceduto la presentazione della proposta, Ferrovie dello Stato Italiane ha messo in campo l’esperienza tecnica nella strutturazione dei termini finanziari della proposta e nelle attività di progettazione ingegneristica - si legge ancora nel comunicato - . Viene quindi confermato l’impegno a ricoprire un ruolo centrale nell’opera di infrastrutturazione delle aree metropolitane e dei centri urbani e la disponibilità del Gruppo FS Italiane ad investire risorse per cofinanziare opere rilevanti per il Paese anche grazie alla propria solidità finanziaria. Brescia Mobilità ha valorizzato la virtuosa e consolidata esperienza nella gestione dei sistemi integrati per la mobilità, apportando i contributi tecnici, progettuali e gestionali del settore e dello specifico contesto urbano». È stato un passaggio annunciato, quello di questi giorni, ma «molto positivo», commenta l’assessore Federico Manzoni. A fine ottobre tutti gli enti interessati a partecipare al bando per il trasporto rapido di massa - destinato ai Comuni con almeno 100mila abitanti dotati di Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) - hanno partecipato ad una riunione a Roma per approfondirne gli aspetti tecnici. «Nelle prossime settimane - spiega ancora Manzoni - valuteremo nei dettagli l’articolata proposta corredata di schemi di costi e di convenzioni, progetti, dettagli sulla gestione». Un lavoro di cui il presidente di Brescia Mobilità Carlo Scarpa si dice estremamente soddisfatto: «È un progetto innovativo dal punto di vista dello schema finanziario, uno dei primissimi in project financing presentati da un ente partecipato dal Comune insieme ad un soggetto esterno». La proposta contiene anche uno studio di fattibilità avanzato nel quale sono stati verificati tutti i dettagli. Viene ipotizzato che una parte del percorso sarà in corsia dedicata, una parte in condivisione con il traffico auto. È stato definito l’aspetto finanziario, fissando i costi a 361 milioni tra costruzione e materiale rotabile. «Da qui in poi dipende da tre fattori: la decisione del ministero, l’interlocuzione con la Regione sul tema dei corrispettivi; infine, gli aspetti finanziari e lo stato di salute dei mercati considerando l’importante contributo dei capitali di debito», spiega Scarpa. Quanto al tram «stiamo lavorando su ipotesi tecnologiche più avanzate - spiega ancora il presidente -. Puntiamo a veicoli a batteria o con ricarica dal basso. Due tipi di tecnologia su cui stiamo ragionando, che ci consentirebbero in tutto il centro di non avere né pali, né fili». Un’infrastruttura che nascerà già con la prospettiva di evolversi. «Oggi le batterie consentono di fare un certo percorso, ci aspettiamo che in futuro possa estendersi - chiude Scarpa -. Allo stesso modo, all’inizio ci sarà un manovratore ma già si parla di veicoli a guida autonoma. Vogliamo un tram del futuro, pronto ad accogliere innovazioni tecnologiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi
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