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14.03.2018

Tram, sarà Brescia
Mobilità a fare il
progetto di fattibilità

Uno dei tram di  Strasburgo, città francese servita da 7  linee, modello per i sistemi di trasporto europei
Uno dei tram di Strasburgo, città francese servita da 7 linee, modello per i sistemi di trasporto europei

Il tram esce dal Pums ed entra negli uffici di Brescia Mobilità. Passando dalla Giunta comunale. La tranvia bresciana non è più insomma solo un’idea anche se molto concreta come è stata fino all’adozione da parte del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Si appresta a diventare un progetto vero, tale da accedere ai finanziamenti statali, non certo sufficienti a coprire completamente i costi dell’infrastruttura ma comunque un gran mattone, un passo fondamentale. Ieri la Giunta ha deliberato di affidare alla holding presieduta da Carlo Scarpa il progetto di fattibilità del tram. Di entrambe le soluzioni di percorso: quello da Sant’Eufemia al Centro e quello Centro-Oltremella-Fiera. Che il mandato sarebbe toccato a Brescia Mobilità era scontato. Ma non è un caso che a dare il mandato l’amministrazione abbia atteso la Giunta di ieri. Come scritto da questo giornale qualche settimana fa, decisivo era poter accedere alle risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio 2018 per le reti di trasporto rapido di massa, risorse di cui possono beneficiare oltre alle città metropolitane e i capoluoghi di regione anche le città con più di 100mila abitanti. E appunto il primo marzo il ministero ha pubblicato l’avviso che fissa i criteri per accedere a questi contributi statali, uno dei quali è presentare la domanda entro il 31 dicembre prossimo. Domanda che va accompagnata ad un progetto che può essere di rafforzamento di una rete esistente ma anche una nuova infrastruttura, come nel caso di Brescia. L’AMMINISTRAZIONE comunale dunque da un lato per muoversi doveva attendere l’avviso, dall’altro ora dovrà fare in fretta per non sforare i termini per la presentazione della domanda (anche se non tutto sarebbe perduto visto che il piano di finanziamento ministeriale è fino al 2033 e il prossimo anno si aprirà un’altra finestra). È così che - come spiega l’assessore alla Mobilità, Federico Manzoni - alla sua partecipata il Comune ha fissato come limite per l’elaborazione del progetto di fattibilità il 31 ottobre. Entro quella data lo studio dovrà essere in Loggia per essere inoltrato a Roma. IL MANDATO a Brescia Mobilità riguarda un progetto a tutto tondo, che dia risposte sia sul piano della finanziabilità, sia della realizzazione, sia della gestione del futuro tram. Con una priorità che è il segmento Oltremella-Fiera, dal momento che già erano stati aperti canali di finanziamento per quella tratta quando si puntava sull’estensione della metropolitana automatica. Come si sa, questi aspetti concretamente dovrebbero poi essere affidati ad una società mista, in cui a far da partner a Brescia Mobilità e Comune ci saranno le Ferrovie dello Stato e Cassa depositi e prestiti. I contatti per dar vita alla società - confermano a palazzo Loggia - proseguono, ma prima di tutto era necessario compiere i passi necessari per non perdere l’opportunità offerta dalla legge di bilancio 2018. Ma qualche novità sulla società potrebbero uscire oggi in Loggia al convegno sui 110 anni di trasporto pubblico a Brescia . • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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