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12.07.2018

«Un anno per
riorganizzare
la Locale»

Controlli della polizia locale al Parco Gallo. Arrestato uno spacciatore con la marijuana nei calzini
Controlli della polizia locale al Parco Gallo. Arrestato uno spacciatore con la marijuana nei calzini

Le «critiche strampalate da parte di chi contemporaneamente ricopre due incarichi» (circostanza che «di solito fa sì che entrambe le funzioni non siano svolte bene») provocano la reazione del sindaco, il quale invita la «signora Bordonali» a «dedicarsi con noi a fare pressioni sul governo per applicare quell’aumento di organico della nostra questura (50 agenti) conseguente al passaggio della stessa in classe 1». Gli strascichi della vicenda di via Corfù offrono poi al sindaco l’occasione per ribadire alcuni concetti che gli sono cari.

IN PRIMIS, «al netto del fatto di essere ricca di complessità, Brescia è una delle città più sicure dell’Italia del nord». Merito anche di un’amministrazione che ha lavorato e lavora con politiche sociali mirate a «togliere acqua allo stagno del disagio» e merito di «un corpo di polizia locale, il nostro, che è tra i più efficienti del Paese». Ragion per cui «non si avverte certo il bisogno di ronde padane che girano per migliorare il livello di sicurezza». Del Bono scandisce: «Io sono per un’immigrazione regolare, per un’integrazione che funzioni e per il rispetto delle regole». Il messaggio è chiaro: Brescia non è la Chicago anni Trenta rappresentata da qualcuno dedito a «strumentalizzazioni inutili e noiose». Certo, «la città è perfettibile» e «il lavoro continua sotto la regia del prefetto e in collaborazione con la Polizia, con il Comune nella veste di sollecitatore». Il tema rimane di quelli sensibili e il sindaco ne è consapevole, al punto di essersi dopo il 10 giugno tenuto nella tasca della giacca la delega alla sicurezza. Un auto conferimento che però non durerà per tutto il mandato: «Mi sono dato un anno di tempo per riorganizzare i servizi della polizia locale e per accompagnare le modifiche al regolamento di polizia urbana». Nel frattempo sulla questione sicurezza «noi si sta procedendo con serietà, ma anche lo Stato deve fare la sua parte». Come? In più modi, a cominciare dal varare una legislazione «che attribuisca più poteri ai sindaci, per esempio per ciò che concerne la sospensione e la revoca delle licenze commerciali». Prerogativa che attualmente spetta esclusivamente al questore, e che nel caso del bar Coccinella di via Corfù «l’ottimo» Vincenzo Ciarambino ha fatto scattare. Una misura, lo stop definitivo al locale (salvo ricorsi accolti), che il sindaco saluta come «una buona notizia utile a chiudere un luogo già segnalato anche a seguito delle verifiche svolte dai nostri vigili». Così come del novero delle «buone notizie» fa parte l’avvio della procedura di espulsione di due dei soggetti coinvolti nella rissa a Brescia Due e di un terzo, estraneo ai fatti contestati, ma come gli altri risultato immigrato irregolare e frequentatore dell’ex bar Coccinella. Infine: la lettera che Del Bono ha annunciato voler recapitare al ministro dell’interno è in fase di scrittura. A Salvini chiederà di adempiere a quanto già stabilito dal precedente esecutivo (questura in classe 1) e di ottemperare a una delle promesse, l’attribuzione di più competenze ai sindaci in materia di sicurezza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
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