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21.06.2010

Università, il rebus del rettore

La sede del Rettorato, in piazza Mercato. Domani andranno al voto 417 docenti
La sede del Rettorato, in piazza Mercato. Domani andranno al voto 417 docenti

Brescia. Domani l'Università statale va di nuovo alle urne per eleggere il rettore. Stavolta scende in campo pure il professor Luigi Caimi, già preside di Medicina per tre mandati, nel tentativo di ricompattare la facoltà ed evitare che i voti dei medici si disperdano in mille rivoli. Ma le probabilità che anche il secondo turno si chiuda con una fumata nera sono altissime. Anzi, si fa sempre più concreta l'eventualità che pure il terzo turno del sei luglio finisca con un nulla di fatto, e che tutto si risolva al ballottaggio del 15.
Domani andranno al voto 417 docenti. Il 41 per cento (129 professori e 41 ricercatori) è a Medicina, il 34 a Ingegneria (108 e 35), il 16 a Economia (50 e 17) e il 9 per cento a Giurisprudenza (28 e 9). Voteranno pure 20 rappresentanti degli studenti e 12 del personale tecnico amministrativo. Nei primi tre turni è richiesta la maggioranza assoluta dei 50 più uno per cento (225 voti), ma allo stato delle cose nessun candidato sembra in grado di raggiungerla. I risultati del primo turno hanno sancito ciò che tutti sapevano, vale a dire che le due facoltà di maggior peso elettorale, Medicina e Ingegneria, sono profondamente spaccate.
Pier Luigi Magnani e Daniele Marioli, i due candidati di via Branze, hanno ottenuto nell'ordine 63 e 52 voti. In viale Europa Sergio Pecorelli ne ha avuti 81 sui 146 docenti di Medicina (gli aventi diritto sono 170) che si sono recati al seggio. Il prorettore Giancarlo Provasi ne ha messi insieme 88, il decano Antonio Porteri 10, e il resto (50 bianche e 18 nulle) è andato disperso. Nel complesso sono andati a votare in 370 su 449 (82 per cento) e anche questo dice dell'indecisione che regna in ateneo.
ORA C'È la novità della candidatura Caimi, che può sparigliare le carte. E soprattutto può creare serie difficoltà a Pecorelli. Al direttore della clinica ostetrico ginecologica del Civile, amico dei ministri Gelmini e Tremonti, basterebbe superare domani la soglia dei 110 consensi per fare un passo avanti decisivo verso la successione ad Augusto Preti. A quel punto diventerebbe probabile la convergenza dei voti di Marioli su di lui. Se Caimi riuscirà a riportare i medici all'unità degli anni della sua presidenza, l'obiettivo di Pecorelli si farà senz'altro più difficile. Difficile, tuttavia, è pure immaginare che i suoi 81 elettori ci ripensino, o ci ripensino in massa. E nel caso di una situazione di impasse non è neanche da escludere che sia proprio il blocco Pecorelli a spostarsi su Marioli. Se questo è quanto bolle nella pentola delle facoltà scientifiche a Nord della città, però, non va dimenticato che Provasi ha ottenuto il maggior numero di voti. Caimi è vicino a Comunione e liberazione, ma tiene a presentarsi come candidato di tutti in grado di garantire l'unità dei docenti e l'autonomia dell'università da ingerenze politiche. Le schede bianche e le astensioni di Medicina facilmente voteranno per lui. le facoltà del centro sono un'incognita.
Anche il prorettore Provasi si presenta come uomo super partes, e ha ottenuto al primo turno il più alto numero di consensi. E sebbene il dato non sia molto significativo per le future tornate, sta quanto meno a dire che Economia e Giurisprudenza hanno fatto convergenza sul suo nome. Resta l'incognita Ingegneria, facolta, al pari di Medicina, spaccata in due. Magnani, pur avendo avanzato candidatura ufficiale al pari degli altri, al primo turno non si è recato alle urne. Il gesto può significare che le sue 63 preferenze possono spostarsi su uno degli altri candidati. E per esclusione potranno andare a Caimi oppure a Provasi. Gli scenari che si possono presentare dopo il voto di domani, dunque, sono diversi. Potrebbe già delinearsi l'abbozzo di uno schieramento Pecorelli-Marioli, magari con una prima indicazione su quale dei due lo guiderà. Dalla parte opposta sarà interessante capire se e in quale misura le preferenze di Magnani si sposteranno verso Caimi o verso Provasi. Non va comunque dimenticato che il «partito» dell'astensione è ancora determinante. E bisognerà capire se stesse aspettando proprio la discesa in campo di Caimi. La maggioranza dei 225 voti, però, continuerà a restare lontana.

Mimmo Varone
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