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11.09.2018

Vaccini, scatta la protesta delle mamme

I genitori che hanno avuto i figli sospesi in piazza RepubblicaLa contestazione è entrata negli uffici del Comune  FOTOLIVE
I genitori che hanno avuto i figli sospesi in piazza RepubblicaLa contestazione è entrata negli uffici del Comune FOTOLIVE

Sono arrivate le prime sospensioni dalla frequenza per i bambini non vaccinati, o con documentazioni considerate non in regola, e sono partite le prime contestazioni. È accaduto in città e in provincia, nelle comunali, statali, paritarie, più o meno tutte sulla stessa linea anche se non sempre e non dovunque con risposte uniformi. Ieri mattina un gruppo di mamme, destinatarie della notifica di esclusione, si è ritrovato in piazzale Repubblica dove stanno gli assessorati per ottenere un incontro con la dirigente del servizio nidi e materne ottenendo però una disponibilità solo per giovedì. Spalleggiate dal Mir, cui fanno capo alcuni movimenti spontanei, non hanno desistito, ricevute alla fine dall’assessore Fabio Capra. L’incontro, da lui definito vivace ma civile, ha lasciato però tutti sulle medesime posizioni. Posizioni diverse per quanto riguarda le genitrici, alcune delle quali hanno tenuto a casa i figli, altre li hanno mandati a scuola, alcune hanno intenzioni più battagliere di altre. Una diffida, ad esempio, è partita verso il dirigente scolastico e l’Ats per violazione di dati sensibili nel passaggio di notizie sullo stato vaccinale. Ne fa una questione politica Stefania Viti che accusa solo i sindaci Pd «di disattendere la legge». UNA MAMMA ha già tre bambini vaccinati ma vuole sapere quali sono le conseguenze, un’altra ha un altro figlio disabile e non sa come cavarsela se il nido rifiuta il piccolino. Una ha già fatto un colloquio all’Ats, «insoddisfacente», un’altra è alla prima iscrizione e chiede lumi, sentendosi però di sostenere una libertà di scelta. Fra la novantina di situazioni cittadine non in regola, ad una ventina per ora sono pervenute le comunicazioni. L’accusa mossa ieri dalle presenti al Comune è quella di non avere accettato la dichiarazione che la famiglia ha preso appuntamento con l’Ats. «Dovrebbe accettarla - dicono - perchè è previsto dall’articolo 1, comma 2 e 3 della norma vigente». In realtà sia Loggia che Fism, la Federazione italiana scuole materne fanno riferimento alla legge ma la interpretano diversamente. L’attesa è dunque per le decisioni del Parlamento, ma per i genitori renitenti il punto vero non è tanto l’autocertificazione ma essere informati in modo corretto sui pro e i contro, «cosa che non è sinora accaduta», hanno sottolineato le mamme Eleonora Piacentini ed Elena Petelli. «Siamo stati chiari sin dall’inizio dopo aver consultato l’avvocatura civica, il provveditorato, il ministero. Per coloro che non sono d’accordo esiste la possibilità di un ricorso al Tar, come esiste invece la possibilità di esibire un documento dell’Asst. Inutile dilazionare, facendo melina, le leggi vanno rispettate, noi rispetteremo anche l’eventuale mutamento di rotta votato a Roma» afferma Capra. Fra le scuole citate ieri l’infanzia Carboni, il nido Primavera, la paritaria Santa Maria Ausiliatrice. Ma problemi sono segnalati a Nave, Soiano, Berlingo, Ospitaletto. •

Magda Biglia
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