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14.09.2018

Voleva il jihad,
arrestato
richiedente asilo

Un particolare delle immagini che il giovane arrestato ha postatoIl motto pubblicato per l’anniversario dell’attacco a New York
Un particolare delle immagini che il giovane arrestato ha postatoIl motto pubblicato per l’anniversario dell’attacco a New York

Sdraiato dal letto della camerata. Digitando sul cellulare dopo aver fatto la fila per il pranzo. Dalla sedia su cui passava i pomeriggi ad aspettare che la domanda di asilo gli fosse accettata. Giorno e notte scriveva sulla bacheca del suo profilo Facebook esortando i suoi «amici» ad appoggiare il terrorismo di matrice islamica per «liberare il mondo dagli infedeli». Decine di appelli alla Guerra Santa conditi da video crudi e cruenti. Così un 20enne del Bangladesh, richiedente asilo ospite di un centro di Montichiari, è stato arrestato ieri mattina dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato di Brescia, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica. L’accusa, messa nero su bianco dalle forze dell’ordine, è gravissima: apologia del terrorismo. Ad avviare le indagini erano stati gli agenti della Polizia di Stato dopo aver individuato un profilo Facebook utilizzato a scopo propagandistico. Quindi il Gico della Guardia di Finanza di Brescia si è concentrata sull’identificazione del titolare del profilo. Alla fine il fantasma islamico è stato individuato. A far capire dove l'uomo abitasse e postasse il suo odio per l’occidente è stato un post con gli orari dell’alba e del tramonto, necessari per pregare la mecca, con una fotografia contenente i punti cardinali di Montichiari. Da qui l’individuazione è stata facile e veloce. Gli indizi, messi insieme dagli investigatori, hanno portato alla struttura di accoglienza profughi, richiedenti asilo politico, del comune bresciano dove il ventenne era ospitato da tempo.

NEI POST segnalati come «border line» c’erano frasi di chiara propaganda («I need war…ho bisogno di guerra», «Il paradiso mi attende», «Blood boy», «La morte aspetta tutti», «Felice giorno della morte»). Non solo. Il giovane aspirante terrorista negli anniversari di importanti atti terroristici (New York, Londra o Barcellona) era solito postare foto violente o frasi che celebravano gli attacchi dei «fratelli musulmani». Di più. Gli inquirenti sul profilo dell'uomo hanno segnalato diversi video violenti, inneggianti Saddam Hussein, e video che esaltavano la «vita eterna» concessa a chi muore in nome di Allah contro le oppressioni del mondo occidentale. L’arresto di ieri mattina non è il primo effettuato nel bresciano. All’inizio fu Anas El Abboubi. Il gip del tribunale di Brescia Lorenzo Benini ha rinviato a giudizio il foreign fighter di 26 anni arrestato nell’estate 2013, scarcerato e poi partito da Vobarno per andare a combattere in Siria. Per la famiglia è morto da anni, per il gip lo ritiene vivo e ha disposto il processo. L’udienza il prossimo 26 settembre con il giovane che verrà processato in contumacia. È stato assolto invece in abbreviato Radi Hassan, coimputato e coetaneo, che era accusato di addestramento e partecipazione associazione a delinquere finalizzata al terrorismo. Anche El Madhi Halili venne arrestato per apologia al terrorismo dalla Digos bresciana. Il giovane, nell'ambito dell'inchiesta bresciana, era ritenuto l'autore del primo testo in italiano di propaganda dell'ideologica estremista islamica. Ieri l’ultimo atto, con il richiedente asilo accolto a Montichiari che voleva mettere a ferro e fuoco l’occidente. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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