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11.07.2018

Zanzara tigre
Prevenzione
in cinque tappe

Zanzara tigre
Zanzara tigre

«Zanzara: più pericolosa di qualunque bestia feroce», scriveva Flaubert nel Dizionario dei luoghi comuni. Iperboli a parte, il fastidioso insetto che infesta i mesi più caldi con le sue punture è tornato alla ribalta anche in città, galvanizzato dalle temperature in rialzo e dagli elevati tassi di umidità registrati nelle ultime settimane. Se la zanzara comune, quella che punge di notte, è molesta, la zanzara tigre (Aedes albopictus il suo nome scientifico) lo è ancora di più, perché attacca di giorno ed è molto più aggressiva: le sue punture, spesso multiple, sono causa di forte prurito e ponfi che possono diventare edematosi o emorragici, con reazioni che variano da individuo a individuo. Una convivenza non facile, quella con l’insetto dal tipico manto nero screziato da bande bianche, che predilige le zone verdi e trova nei ristagni d’acqua l’habitat ideale per riprodursi, depositando le uova. Per contenerne la diffusione il Comune è partito anche quest’anno con la campagna di prevenzione, che si articolerà in cinque cicli di interventi larvicidi (abbattimento dell’insetto allo stato larvale), realizzati a cadenza mensile da maggio a inizio ottobre su 43 mila tombini e caditoie pubbliche della città.

A FARSI CARICO del servizio sarà Aprica nell’ambito del contratto di igiene urbana. Verrà utilizzato, come lo scorso anno, un prodotto biologico (Vectomax Fg), che offre garanzie di rispetto dell’ambiente e che crea problemi agli animali che si dovessero abbeverare dalle caditoie. «Per ora non abbiamo ricevuto particolari segnalazioni di criticità legate alla presenza dell’insetto – fa sapere Daria Rossi, responsabile Settore protezione ambientale e protezione civile -. Il picco di presenza della zanzara tigre è solitamente atteso per agosto, ma con le piogge e l’umidità di quest’anno potrebbe essere anticipato». In caso di massiccia infestazione dell’insetto in aree pubbliche come parchi, cimiteri, sponde dei corsi d’acqua sono previsti anche interventi di tipo adulticida (con l’abbattimento non delle larve ma della zanzara allo stato adulto). La prevenzione sul suolo pubblico, però, non è sufficiente per controllare la diffusione del fastidioso insetto. È indispensabile, invece, la sorveglianza da parte di tutti, per non diventare inconsapevoli “allevatori” di zanzare nel proprio giardino. Quindi attenzione a non abbandonare negli spazi verdi vasi, ciotole, bacinelle, sottovasi o qualsiasi altro oggetto in grado di imprigionare l’acqua piovana, e ricordarsi di sciogliere periodicamente le pastiglie larvicide nei tombini e caditoie privati (le pastiglie possono essere ritirate gratuitamente nelle sedi delle cinque ex circoscrizioni, all’Urp e presso gli uffici di via Marconi). L’ordinanza comunale prevede regole di prevenzione anche per i conduttori di orti, i responsabili di cantieri e i proprietari di depositi e attività industriali, artigianali e commerciali (la sanzione amministrativa per chi non rispetta le prescrizioni va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro). A prevalere è «un’assunzione spontanea di responsabilità da parte dei cittadini», secondo il neo assessore all’Ambiente Miriam Cominelli, che spiega: «In questi primi giorni nel mio nuovo ruolo ho notato un’attenzione alta da parte dei bresciani alle problematiche del decoro urbano, della vivibilità dei parchi, della differenziata: un’attenzione attiva che prova come sia cambiata a Brescia la sensibilità nei confronti dell’ambiente e della salute». Anche il gioco di squadra contro la zanzara tigre si inserisce in questo mood civico. «Una piccola cosa rispetto a problemi ambientali più grandi – afferma l’assessore -, ma il puzzle generale di una città è composto da piccoli tasselli che insieme ne delineano la vivibilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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