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15 dicembre 2017

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13.10.2017

Desenzano, è già
crisi: Malinverno
si dimette

Il sindaco Guido Malinverno: eletto  il 25 giugno si è già dimesso
Il sindaco Guido Malinverno: eletto il 25 giugno si è già dimesso

«Dimissioni irrevocabili, a meno che...». Tutta Desenzano trattiene il fiato dopo la bomba sganciata ieri dal sindaco Guido Malinverno, aspettando di sapere se scoppierà o se sarà disinnescata.

La prima notizia è che il sindaco del centrodestra, eletto in giugno, ha annunciato alla stampa le sue dimissioni, la seconda è che avrà 20 giorni di tempo per ritirarle.

Normali «mali di pancia», dice qualcuno: ci sta che in una coalizione con cinque liste fra cui tre partiti, retta da un sindaco «civico», possano esserci problemi di rodaggio, piccoli conflitti, o grandi conflitti. È normale.

MENO «NORMALE» che un sindaco di una città di 28 mila abitanti, eletto col 65% dei voti il 25 giugno, si dimetta il 12 ottobre, dopo nemmeno quattro mesi. Perché se la crisi non rientra si dovranno rifare le elezioni e, fino a primavera, il Comune sarà affidato a un commissario prefettizio.

Le motivazioni spiegate da Malinverno sono due: la delusione per non essere riuscito a mantenere le promesse elettorali sul problema degli scarichi a lago («più difficile del previsto») e un rapporto difficile con Rino Polloni, eletto con 311 preferenze per la Lega Nord e poi designato presidente del Consiglio comunale con i voti di tutta la maggioranza, incluso Malinverno.

«Polloni non rispetta le regole, ma le regole sono fondamentali - attacca il sindaco -: per me è evidente e non devo essere io a dimostrarlo. Altrimenti è chiaro che come sindaco sono debole, che Polloni coi suoi 300 voti conta più di me e può fare ciò che vuole. Ma se è così, giusto andare a casa: cinque anni in questo modo non si possono fare».

TANTI GLI EPISODI non digeriti dal sindaco, l’ultimo un video che Rino Polloni ha postato sui «social» per denunciare la presenza di nutrie sul territorio: «Il presidente del Consiglio non può fare un video dicendo che ci sono le nutrie a Desenzano: prima lo risolvi il problema, e poi lo dici», attacca Malinverno.

E c’è molto altro: «Non può convocare una conferenza dei capigruppo senza che il sindaco ne sia informato. È andato da Garda Uno a chiedere dei documenti senza che nessuno sapesse nulla - si sfoga il sindaco -, è andato a fare visita alla mensa a nome del Comune senza che nessuno sapesse nulla, mi dice che non posso scegliere il segretario perché prima deve saperlo lui. La politica mi dice che devo mediare, ma io con Polloni non medio nulla. I cittadini non vogliono mediazioni, vogliono certezze».

«VORREI fosse chiaro che Guido Malinverno non vuole mandare a casa nessuno - chiarisce -. Polloni non deve andare via, deve solo imparare a rispettare le regole. Ha avuto il nostro mandato, ben venga che ci sia Polloni, ma solo se rispetta le regole, senza se e senza ma».

Parole significative («non voglio mandare a casa nessuno») e sicuramente non dette a caso. Un’ipotesi è infatti che l’attacco a Polloni possa essere un «segnale» rivolto a tutta la maggioranza, un gesto forte del sindaco per tenere le cinque liste sotto controllo, per ribadire la propria autorità di primo cittadino su un’alleanza molto ampia.

Si vocifera infatti di una probabile, veloce ricomposizione della crisi. Si vedrà.

Ma adesso? Le dimissioni sono un dato di fatto e Malinverno fa sul serio: «Le dimissioni sono irrevocabili - taglia corto - a meno che Polloni non renda una dichiarazione pubblica, con cui si impegna a rispettare i limiti della sua carica, precisati dalle norme del Testo unico degli enti locali. In caso contrario, io non ci sto più e la mia carriera politica finisce qui».

Alessandro Gatta
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