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22.04.2017

Femminicidio di Niardo, nessuno sconto

Le indagini sul delitto sono state condotte dai carabinieri  La vittima Gloria Trematerra
Le indagini sul delitto sono state condotte dai carabinieri La vittima Gloria Trematerra

La pena è stata confermata e così è stato per i reati di cui è chiamato a rispondere. Tullio Lanfranchi ieri si è presentato davanti alla Corte d’assise d’appello di Brescia per il processo di secondo grado sull’omicidio della moglie Gloria Trematerra e sul tentativo d’uccidere la figlia Alice. Accadde a Niardo il 17 aprile 2015 e per queste due ipotesi di reato, in primo grado Tullio Lanfranchi venne condannato a 16 anni, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Nell’udienza di ieri la pubblica accusa aveva chiesto la riqualificazione del reato di tentato omicidio in quello di lesioni e la riduzione della pena a 15 anni di carcere. Richiesta che sposava in pieno la ricostruzione della difesa di Lanfranchi, rappresentata dall’avvocato Tatiana Bodei. Ad opporsi è stato l’avvocato di parte civile Gianbattista Scalvi. La corte d’assise d’appello si è quindi ritirata in camera di consiglio per più di quattro ore e una volta tornata in aula ha letto la sentenza in base alla quale è stato confermato il verdetto di primo grado. La terribile vicenda aveva scosso non solo la comunità di Niardo, ma l’intera Valle Camonica.

I RAPPORTI tra l’omicida e la moglie si erano da tempo logorati. Questo al punto che la donna e la figlia avevano lasciato l’abitazione di Niardo ed erano andate a vivere in un appartamento protetto poco lontano. A Gloria Trematerra era stato anche sconsigliato d’andare senza la protezione di forze dell’ordine nell’abitazione di Niardo.

Quella sera però tornò a casa solo per riprendere alcuni effetti personali, accompagnata dalla figlia. Proprio la giovane salì in casa e il padre capì che anche la moglie era nei paraggi. Costrinse quindi la ragazza a convincere la madre a salire. Per la donna fu la fine. Venne colpita da diverse coltellate e non ebbe scampo. Anche la figlia rischiò la vita e si salvò solo fuggendo e rifugiandosi in una pasticceria della zona. Poi i carabinieri arrestarono Tullio Lanfranchi.

Nel processo di primo grado Tullio Lanfranchi, su richiesta dell’avvocato Bodei, è stato sottoposto a perizia psichiatrica che ha confermato il vizio parziale di mente dell’imputato già emerso dalla consulenza della difesa.M.P.

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