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31.12.2017

Ancora uno «sfratto» per il Nauticlub

I soci del Nauticlub al lavoro in questi giorni per smontare la sedeSono più di ottanta i soci che fanno parte dell’associazione sportiva
I soci del Nauticlub al lavoro in questi giorni per smontare la sedeSono più di ottanta i soci che fanno parte dell’associazione sportiva

Alessandro Gatta Armi e bagagli per fine anno: come già successo nello stesso periodo del 2016, i soci e i volontari del «Nauticlub» di Moniga sono al lavoro per smontare la loro piccola sede in riva al lago, a due passi dal porto e affacciata sui canneti, proprio di fronte alla spiaggia la cui concessione scadrà nel 2021. Scaduta e mai rinnovata, invece, quella per l’area sulla quale sorge la sede. Una questione aperta e mai risolta. Ma niente polemiche: «Ormai ci siamo abituati, è diventata una routine - spiega il presidente Mauro Massa - Anzi, la possiamo considerare un’occasione per incontrarci e farci gli auguri. E poi ormai siamo attrezzati: la nostra sede è totalmente smontabile». Tempo qualche mese e la sede tornerà, nello stesso posto ma ancora temporaneamente: una routine, spiegano i soci del circolo che comunque nell’anno è cresciuto (ora sono 85, nel 2016 erano 60) e che mantiene fede alla «mission» scritta nero su bianco 44 anni fa. Vivere il lago fino in fondo, sostenendo l’antico (e salutare) mestiere della navigazione a vela. Anche se è sempre più difficile. «In questi giorni si parla dell’assegnazione dei posti barca nei porti - continua Massa - ma purtroppo in queste assegnazioni non vengono prese abbastanza in considerazione le associazioni sportive. Come la nostra e come tante altre: la normativa infatti privilegia gli ormeggiatori e i noleggiatori di professione, anche a scapito di molti residenti - e non solo a Moniga, ma in tutti i paesi - E siamo preoccupati anche per il futuro: le stiamo ancora studiando, ma a quanto pare le nuove normative del Governo dovrebbero privilegiare ancora di più le attività commerciali. Se va avanti così, i circoli nautici potrebbero sparire». E purtroppo non è finita: «La cosa è tipica del lago di Garda, perché in altri laghi la navigazione a vela è ancora tutelata. Qua da noi stiamo perdendo la vera cultura nautica, e in acqua c’è tanta inciviltà, sembra il far west. Spesso chi viaggia a bordo dei motoscafi non ha alcun rispetto: che senso ha passare a fianco di una barchetta a vela a 20 nodi, a tutta velocità?». Al «Nauticlub» di Moniga ci si sente «un po’ abbandonati, anzi quasi ignorati anche dalla Federazione italiana di vela, che non fa nulla per i circoli che non fanno competizioni di alto livello». MA A TESTA ALTA, perché appunto la vela è anche una missione. «Con il nuovo anno ci organizzeremo per avere anche meno soci, ma che siano più attivi e che condividano le nostre finalità». Non mancheranno nemmeno una serie di iniziative per il rilancio della cultura velica: una regata al femminile ai primi di giugno, in concomitanza con Italia in Rosa, una veleggiata speciale in luglio fino all’Isola del Garda, «aperta a tutte le imbarcazioni, anche a remi, per vivere insieme il lago, dove anche il pranzo lo faremo in barca», una serie di collaborazioni con i circoli degli altri laghi, «compresi i laghi di Mantova, da cui organizzeremo una regata a tappe che arriverà fino a Venezia». Un altro anno è passato, un altro anno arriverà: «Riprenderemo con la nostra scuola vela, per i bambini quando sono finite le scuole e gli adulti già da fine marzo». Intanto la sede viene smontata, ancora una volta: ma in primavera tornerà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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