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lunedì, 18 dicembre 2017

Ancora fumo in discarica:
terzo incendio in un mese
Il sindaco: «Adesso basta»

Il rogo della scorsa settimana alla Faeco: altro episodio ieri notte (BATCH)

La Faeco di Bedizzole ha cambiato nome (è diventata Green Up srl), ma la discarica continua a bruciare, o meglio a «fumare», come precisano dalla società in merito all’ennesima colonna di fumo, alzatasi ieri mattina presto.

DOMATO rapidamente dai Vigili del fuoco, questo principio di incendio sarebbe quasi un episodio trascurabile, se non fosse il terzo in un mese: per questo non è possibile fare finta di niente.

Una situazione che il sindaco di Bedizzole, Giovanni Cottini, giudica intollerabile e sulla quale chiede la massima attenzione.

«Per prima cosa facciamo ordine - dice il sindaco - la discarica consta di più vasche: la A e la C sono chiuse perché hanno raggiunto la loro capienza prevista, la vasca E si divide in E1 ed E2. La E1 è sotto sequestro per errata modalità di conferimento, la E2 riceveva i rifiuti di carfluff fino a qualche mese fa, ma la Provincia ha ritenuto non congrua una fideiussione e anche in quella vasca il conferimento è bloccato».

Quindi da mesi la discarica non riceve più rifiuti, ma continua a creare problemi. Sono infatti tre gli incendi verificatisi nell’ultimo mese. «In discarica - prosegue il sindaco - operano gli addetti alla manutenzione che però non possono accedere alla vasca E1 sotto sequestro, che andrebbe urgentemente ricoperta. Inoltre bisogna migliorare il sistema di videosorveglianza e monitoraggio della discarica, si deve accrescere la vigilanza mettendo in atto tutte le azioni finalizzate alla prevenzione del rischio incendio, insomma bisogna che tutti facciano di più».

SULLA STESSA LINEA è il vicesindaco Flavio Piardi, che ricorda come l’Amministrazione si sia già mossa in vari modi, tra cui l’invio di un’altra lettera con contenuti simili il 27 maggio. «Il nostro - dice Piardi - è un atto di denuncia indirizzato alla Provincia, che ha poteri di controllo relativi all’autorizzazione, all’Ats in quanto responsabile della salute dei cittadini, all’Arpa che ha poteri di controllo a tutela dell’ambiente e alla Procura qualora ci fossero risvolti penali, ma anche in merito alla necessità della manutenzione della vasca sottoposta a sequestro. Chiediamo inoltre più vigilanza ed una più adeguata irrorazione di acqua che limiti i rischi degli incendi». N.ALB.