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31.12.2017

Il tratta-rifiuti approda a Roma

In una simulazione grafica l’impianto progettato da A2A
In una simulazione grafica l’impianto progettato da A2A

Il progetto per il nuovo impianto per trattare, inizialmente, 75 mila tonnellate anno di rifiuti umidi urbani, proposto da A2A a Bedizzole, al confine con Calcinato, finisce in parlamento. L’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo, è stata presentata, poco prima dello scioglimento delle Camere, dal deputato del M5S, Massimo De Rosa. L'interrogazione a risposta scritta, chiede ai titolari dei dicasteri di esprimere la loro posizione in merito all'ennesimo impianto di trattamento rifiuti in una zona che risulta già fortemente stressata da una fitta presenza di discariche. Nei giorni scorsi i rappresentanti del Comitato e di Laboratorio Ambiente hanno incontrato i vertici di Bedizzole esponendo, anche alla presenza di tecnici ambientalisti, tutte le presunte criticità che un impianto simile a quello che A2A intende realizzare, può comportare. Il progetto del nuovo impianto di A2A - hanno spiegato gli ambientalisti -, prevede un limite 18 di ammoniaca nelle emissioni in atmosfera, quando la Legge prevede 5. La zona è già satura di impianti, di discariche e di realtà ad elevato impatto ambientale. L'interrogazione parlamentare dell'onorevole De Rosa evidenzia come «per costruire il nuovo, ennesimo, impianto con corollario di emissioni odorigene ed emissioni di ammoniaca e Pm10, Bedizzole e la Provincia di Brescia dovranno presto trasformare, tramite una variante del piano di governo del territorio, la destinazione d'uso del terreno, acquistato da A2A come agricolo, in terreno industriale». Nei prossimi giorni, i volontari del Comitato Cittadini di Calcinato attiveranno una campagna informativa alla cittadinanza che chiameranno alla mobilitazione. Gli ambientalisti riconoscono la validità e la professionalità del documento critico elaborato dai tecnici dello Studio «Terra», commissionato dall'Amministrazione comunale di Bedizzole, nel quale si rilevano ampie voragini e lacune ambientali del progetto di A2A.«Auspichiamo che i rappresentanti degli Enti locali, gli amministratori e i politici eletti sul territorio dicano una parola chiara su questo ennesimo impianto e sul fatto che il territorio bresciano è già ampiamente saturo di discariche e attività inquinanti», afferma Laura Corsini, portavoce del Comitato Cittadini di Calcinato. •

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