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26.01.2018

Punta la siringa
contro i carabinieri:
«Vi infetto»

I carabinieri sono intervenuti per sedare la lite: minacciati anche loro
I carabinieri sono intervenuti per sedare la lite: minacciati anche loro

«Sono sieropositivo, andate via o vi pungo con la siringa»: hanno dovuto affrontare anche questa rischiosa situazione i carabinieri intervenuti domenica sera a Bedizzole per sedare una furibonda lite tra conviventi, iniziata tra le mura domestiche, proseguita con un breve ma drammatico inseguimento anche per la strada e finita con un arresto, poi convalidato dall’autorità giudiziaria in attesa del processo.

È ACCADUTO in una frazione di Bedizzole. Il risoluto intervento dei militari del Nucleo operativo radiomobile di Desenzano, che hanno proceduto all’arresto di un 60 enne del paese, ha permesso di garantire la sicurezza della convivente, una 40 enne, che ha riferito di essere vittima di atti persecutori da parte dell’uomo, e che quella sera era stata fatta oggetto di minacce tali da indurla a chiamare il 112 e scappare di corsa all’esterno. Le generalità delle persone coinvolte, e nemmeno in q uale delle tredici frazioni del Comune sia accaduto il fatto, sono elementi che non sono stati resi noti, a motivo della necessità di tutelare la vittima. Per la stessa finalità, e questo è un elemento rilevante della vicenda, l’autorità giudiziaria ha anche emesso un formale provvedimento di tutela, sotto forma di decreto di allontanamento nei confronti dell’uomo, che non potrà più avvicinarsi alla ormai ex convivente. Un’ordinanza restrittiva che può porre fine alle angherie e alla situazione di turbamento e paura che la donna ha dovuto affrontare. Una situazione delicata, a cui le autorità hanno dunque risposto con prontezza ed efficacia, ma sono bastate le carte bollate e le ordinanze. Non si tratta infatti di soli atti persecutori, ma dei ben più gravi reati di minacce nei confronti della donna e di tentate lesioni personali gravissime nei confronti invece dei carabinieri intervenuti. Il pericolo imprevisto che i militari hanno dovuto affrontare, nel tentativo di calmare il 60enne, è stato infatti quello di essere contaminati dal virus Hiv: il soggetto infatti ha brandito una siringa puntandola verso i carabinieri e proclamando di essere sieropositivo: circostanza che è stata poi accertata come veritiera. Con sangue freddo e professionalità, gli uomini del Radiomobile sono riusciti a calmare e «disarmare» l’uomo, convincendolo quindi a non opporre ulteriore resistenza. Quindi è stato effettuato l’arresto, poi convalidato, seguito dal decreto di allontanamento. Il legale dell’arrestato ha chiesto i termini a difesa e il processo dovrebbe quindi svolgersi in tempi brevi. Intanto il 60enne non potrà tornare a casa nè avvicinarsi alla sua ex convivente. • V.R.

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