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30.12.2017

Cala il sipario sulla leggenda Moretti

Curzio Moretti con il figlio Marzio:  dopo 60 anni il cantiere chiudeFidel a pesca con Che GuevaraIl salone di Genova negli anni ’60Gli interni del cantiere nautico Moretti di Colombare:  una lunga storia di passione che arriva all’epilogo
Curzio Moretti con il figlio Marzio: dopo 60 anni il cantiere chiudeFidel a pesca con Che GuevaraIl salone di Genova negli anni ’60Gli interni del cantiere nautico Moretti di Colombare: una lunga storia di passione che arriva all’epilogo

Maria Lisa Piaterra Cala il sipario dopo 64 anni su un pezzo di storia della nautica gardesana. Il cantiere nautico Moretti, con sede a Colombare di Sirmione, chiude definitivamente i battenti. Una lunga vicenda alle spalle intrapresa agli inizi degli anni Cinquanta grazie alla lungimiranza del capostipite Gianni, diplomato a Genova come perito navale di prima classe e da sempre appassionato di imbarcazioni, che a San Benedetto Po iniziò a costruire le prime barche da corsa. La sua passione lo portò poi a creare una vera e propria scuderia di imbarcazioni da competizione. «Agli inizi degli anni Sessanta - racconta il figlio Curzio Moretti - mio padre si trasferì a Desenzano dove aprì il suo primo cantiere in via Curiel, dando l’avvio alla costruzione di barche da diporto». Insieme a un pool di abili falegnami, fino al 1972 diede vita a imbarcazioni in legno di ebano e di mogano. Ma la sua fama a livello internazionale fu dovuta a un episodio inaspettato che rimbalzò sulle cronache dell’epoca. «Nel 1964 - ricorda Curzio Moretti - durante la Fiera Campionaria di Milano alcuni emissari del governo cubano di Fidel Castro contattarono il cantiere e acquistarono sei motoscafi in legno da 7 metri ciascuno. LE IMBARCAZIONI furono trasportate a Genova e caricate su una nave battente bandiera panamense». Da quel momento diventarono «le vedette di Fidel Castro», impiegate dall’ex primo ministro cubano per assicurare il controllo delle coste, e si scatenò la corsa tra gli appassionati del settore per averne una uguale. La fama del cantiere crebbe a dismisura e grazie ad abili strategie di mercato è rimasta costante nel tempo. Negli anni Settanta, infatti, con l’avvento della plastica e della vetroresina, il cantiere Moretti smise di produrre scafi in legno e sviluppò il settore degli allestimenti su scafi prodotti da Pirelli. Il fiore all’occhiello dell’azienda prese vita nel 1968 quando venne creata la scuola nautica. Da allora sono state conseguite nella sede di via Brescia a Colombare di Sirmione, aperta nel 1962 e ampliata nel 1987, oltre 17mila patenti nautiche. Tra i clienti numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica. Da Claudio Lippi ad Andrea Giordana, da Adriano Panatta a Diego Abatantuono, passando per Jerry Calà, Umberto Smaila e tanti altri. «Difficile ricordarli tutti – ammette Curzio Moretti che dagli inizi degli anni 2000 è stato affiancato nella conduzione dell’attività di famiglia dal figlio Marzio - molti da allora sono diventati amici. Insegnare a navigare è sempre stata la mia passione, ma oggi tutto è cambiato. Le recenti normative in materia hanno infatti introdotto delle limitazioni circa la provenienza dei candidati che possono sostenere l’esame solo nella regione di residenza». Un elemento di novità che ha messo in crisi molte delle realtà nautiche del Garda a cui affluivano clienti provenienti da tutto il nord Italia. Questo dunque il fattore principale che ha spinto la famiglia Moretti alla chiusura del cantiere dopo quasi sessant’anni di gloriosa attività. Per il Garda una perdita enorme. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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