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10.01.2019

Da Cima Rest alle stelle Onori ai due progettisti dell’Osservatorio celeste

L’osservatorio astronomico di Cima Rest: onori ai due progettisti
L’osservatorio astronomico di Cima Rest: onori ai due progettisti

Sarà un pomeriggio davvero speciale quello di sabato 19 gennaio per Magasa e per tutta la Valvestino. Con cerimonie civili verranno celebrate personalità che hanno contribuito a valorizzare il patrimonio naturalistico, mentre con la messa presieduta dal vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada, si rinnoverà in occasione della II giornata, la magìa del Triduo. Alle 16, come annuncia il sindaco Federico Venturini, «è convocato il Consiglio comunale in seduta straordinaria per il conferimento della cittadinanza onoraria a Mario Tonincelli e Pietro Menga, realizzatori dell’osservatorio astronomico di Cima Rest». IN PARTICOLARE Tonincelli, di Toscolano, è autore del progetto generale, mentre Pietro Menga, di Milano, ha realizzato il telescopio dedicato alle osservazioni per il pubblico e è autore delle complesse dotazioni software ed hardware che gestiscono le funzionalità del telescopio e in generale dell’intero osservatorio. Tonincelli tra l’altro in coppia con il salodiano Fulvio Zanardini dall’associazione astrofili di Salò, individuò il 22 novembre 2009 proprio dall’osservatorio di Cima Rest un asteroide, intitolato al salodiano Filippo Maria Corsini. «Un’ora dopo - illustra il sindaco Venturini - nel 30esimo anniversario della scomparsa, verrà invece intitolata l’ex piazza Val al maestro Vito Zeni, per 40 anni maestro di Magasa e notissimo ricercatore storico». Nato a Magasa nel ’22, Zeni fu anche internato in un campo di concentramento in Germania. Nel ’61 fu insignito del «Premio al merito educativo», conferitogli a Strasburgo dal segretario della Corte europea dei diritti dell’uomo. LA GIORNATA di celebrazioni si concluderà alle 18, in occasione della II giornata dei Tridui, con la messa delle 18 presieduta dal vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada. La tradizione è partecipatissima e celebrata a Magasa dal 1774 ogni venerdì, sabato e domenica successivi alla festa del patrono Sant’Antonio Abate. Nei giorni del Triduo è montata ed esposta la settecentesca «Macchina del Triduo», una vera e propria opera d’arte unica nel suo genere per epoca e maestosità su cui vengono accese, una per volta, 365 candele, una per ogni giorno dell’anno, creando ogni volta un maestoso e suggestivo effetto scenografico.

L.SCA.
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