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07.11.2017

Addio a Gino Giustacchini
Fino all’ultimo respiro
dalla parte degli animali

Gino Giustacchini, a destra, attorniato dai suoi adorati cani
Gino Giustacchini, a destra, attorniato dai suoi adorati cani

Avrebbe voluto chiudere gli occhi accanto ai suoi adorati cani, per un’ultima carezza di vero amore dopo questi anni vissuti in sofferenza, a causa di un maledetto incidente in motorino e del calvario che ne era derivato. Purtroppo non è stato possibile: Gino Giustacchini si è spento ieri mattina all’ospedale di Desenzano, nel reparto di pneumologia, dove era ricoverato per una grave complicazione respiratoria.

GINO avrebbe compiuto 82 anni fra un mese, in fondo una vita lunga, modesta ma ricca perchè dedicata al suo amore più grande, gli animali. Prima ancora di diventare il custode del canile intercomunale di Desenzano, il «rifugio» fondato nel 2000 dai Comuni della zona con l’associazione «Compagni di strada», Giustacchini era già da tanto tempo il «custode» volontario di decine di cani randagi del basso Garda.

«Nella sua casa di San Martino ne aveva una cinquantina, quasi tutti trovatelli - ricorda l’amico Rino Polloni, oggi presidente del Consiglio comunale di Desenzano, tra i promotori sin dal ’97 della creazione del canile -. A quei tempi non esistevano nella zona strutture pubbliche per i randagi. In caso di necessità ci si rivolgeva a Gino, che li accoglieva tutti e se ne prendeva cura. Persino i carabinieri, se trovavano un cane abbandonato, lo portavano a lui».

MILLE ANEDDOTI, come quello del cane che faceva il «palo» per una banda di topi d’appartamento: i ladri, prima di entrare nelle case a rubare, legavano questo cane al cancello, che abbaiava per dare l’allarme se arrivava qualcuno. Finchè una sera furono colti sul fatto dai carabinieri: i ladri scapparono e il cane naturalmente fu affidato a Giustacchini. C’era anche un cavallo, a fare da capobranco e da sorvegliante, che entrava in casa e mangiava alla stessa tavola : Gino viveva in totale armonia con i suoi animali.

Fu la scelta naturale, quando venne istituita la struttura pubblica, affidare a lui il ruolo e la casetta del custode. Proprio lì avrebbe voluto tornare, per trascorrere i suoi ultimi momenti con i suoi amici di sempre

I funerali si svolgeranno in forma privata. V.R.

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