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24.10.2017

«Aiuto, mi vogliono
sparare». Alta
tensione sul lungolago

Una delle pattuglie dei carabinieri intervenute sul lungolago dopo l’allarme sparatoria FOTOLIVE
Una delle pattuglie dei carabinieri intervenute sul lungolago dopo l’allarme sparatoria FOTOLIVE

Ha varcato di corsa la soglia del Vivi Cafè di piazza Matteotti a Desenzano, urlando: «Aiutatemi, mi vogliono ammazzare. Mi vogliono sparare». Tanto è bastato per seminare il panico fra i clienti anche alla luce della sparatoria di giovedì scorso a due passi dal Duomo: stavolta non sono stati esplosi colpi di arma da fuoco, ma ieri sera sul lungolago si sono vissuti momenti di tensione. Sul posto sono confluite tre pattuglie dei carabinieri armati di mitra e con il giubbotto antiproiettile. Il lungolago Cesare Battisti è stato bloccato per precauzione. La vittima e i due responsabili del presunto agguato sono stati portati in caserma e ascoltati fino a tarda notte. Di pistole non ne sono state ritrovate. Stando a una prima ricostruzione il giovane italiano che ha cercato riparo nel bar era inseguito da due ragazzi. Sul motivo dell’aggressione dovranno fare luce i militari. Di certo il ragazzo sarebbe entrato al bar in cerca d’aiuto, spaventatissimo e disperato nel tentativo di nascondersi tra clienti e tavolini. Alcuni testimoni hanno confermato che fosse inseguito. A parte i clienti e dipendenti del bar, diventato per caso il teatro di una sorta di zuffa sfiorata, all’accaduto hanno assistito anche i clienti del vicino lounge bar, oltre a diversi passanti. Nessuno si è fatto male, almeno così sembra: sul posto non è stato nemmeno necessario l’intervento dell’ambulanza. L’incredibile scena si è conclusa in pochi attimi, così come in pochi attimi era cominciata: il primo allarme sarebbe stato lanciato intorno alle 22, meno di mezz’ora più tardi la piazza è tornata alla tranquillità di un lunedì sera come tanti. Per quell’ora tutti e tre i ragazzi erano già stati accompagnati in caserma per essere interrogati.A.GAT.

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