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18.02.2018

Alberghiero da Grand Prix Gli studenti incantano Iginio Massari e Léveillé

Fanno incetta di premi i ragazzi dell’Alberghiero di Desenzano
Fanno incetta di premi i ragazzi dell’Alberghiero di Desenzano

Una settimana piena, pienissima per i ragazzi dell’istituto alberghiero Caterina de Medici di Desenzano: tante fatiche ma anche tante soddisfazioni, con un bel doppio premio per gli studenti della scuola che ha il più tasso alto occupazionale della provincia (oltre l’80% i diplomati che trovano subito lavoro dopo il diploma, secondo la Fondazione Agnelli). Dal Garda alla città, un premio interregionale e uno nazionale: la prima squadra vincente del Caterina De Medici ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza di una decina di scuole arrivate da Lombardia e Trentino, a Riva del Garda per il concorso «Shaker&Flamba». IN CAMPO Stefania Calubini (che proprio oggi compie 19 anni, tanti auguri) con il cocktail Enigma, Elena Pisaltu (18 anni) che ha preparato un flambè alle «fantasie di bosco», Davide Abate (17) che ha fatto il sommelier servendo un Moscato rosa dell’Alto Adige e Andrea Amelia Dotti (18) che si è occupata di accoglienza, servizio e mise en place. Il gruppo si è meritato il primo posto a squadre, oltre a un premio speciale per il cocktail di Calubini. UN GRAN RESPIRO e di nuovo in pista: l’alberghiero desenzanese ha vinto anche l’11esima edizione del Gran Trofeo d’Oro della Ristorazione, in piazza Vittoria a Brescia, schierando oltre a Calubini e Dotti anche Gabriele Mauro Cirillo e Matteo Deidda, entrambi di 19 anni. Le prime due si sono occupate della sala, della presentazione e dell’accoglienza, Cirillo e Deidda hanno invece cucinato in diretta un tortello con farina di farro ripieno di formaggella di Tremosine, gocce di zucca e una brunoise di verdure. Piatto e servizio hanno conquistato la giuria di qualità, composta tra gli altri da grandi nomi della ristorazione come Iginio Massari, Philippe Léveillé e i gardesani Andrea e Marco Leali. A coordinare i due gruppi di studenti in gara il professor Federico Saretto, che racconta di un rito scaramantico prima di ogni competizione, una sorta di haka «che aiuta ad amalgamare il gruppo e a togliere le tensioni». In prima linea anche il direttore Daniele Toccacieli e il preside Venceslao Boselli: bravi.

A.GAT.
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