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14.02.2018

Auto a noleggio e
hotel a scrocco. Falso uomo
d’affari lascia il buco

Lo «scroccone» è stato identificato dalla Polizia di Desenzano
Lo «scroccone» è stato identificato dalla Polizia di Desenzano

Valentino Rodolfi Presente il conte Mascetti di «Amici miei»? La geniale e aristocratica non chalance con cui il personaggio di Ugo Tognazzi, grazie alla tecnica del «rigatino», sgattaiolava dagli alberghi senza pagare? Ecco: tutta un’altra roba. IL TRUFFATORE denunciato a Desenzano, dopo aver seminato conti non saldati per 1.500 euro, non ha proprio nulla di geniale o aristocratico: solo una gran faccia tosta. Per due giorni ha sventolato una carta di credito, promettendo di pagare tutto alla fine, ma quando il Pos ha negato la transazione (la carte era priva di fondi e falsa) si è limitato a scrollare le spalle, come dire chi se ne frega. Si tratta di un cittadino romeno, R. L. le sue iniziali, che si era presentato come un uomo d’affari del settore petrolifero e farmaceutico. Ben vestito, disinvolto, sicuro di sè. Ma di soldi non ne aveva, o se li aveva li teneva ben stretti. A querelarlo al commissariato di Polizia (per questi reati la legge non prevede l’arresto) sono state due attività di Desenzano: un hotel e un «Ncc», esercente di auto a noleggio con conducente. Il debito stoccato è di 600 euro per l’albergo, un rinomato 3 Stelle superiore di via Marconi, e 900 euro per l’autista con la vettura che lo ha scarrozzato per due giorni in lungo e in largo fra Desenzano, Trento, Milano e Malpensa, in un movimentato viaggio d’affari. TUTTO A «SCROCCO». Ed è questa l’importanza della notizia: occhio, per chi ha delle attività, a non fidarsi delle apparenze, perchè ci sono in giro personaggi come questo. Che si atteggiano a gran signori e poi non pagano. «Sembrava una persona molto distinta, con affari importanti da sbrigare in varie città - racconta l’autista -: mi ha mostrato biglietti da visita, penne e agende con il logo della società, mi ha fatto i nomi di imprenditori locali suoi amici e mi ha proposto un lavoro a cui non potevo dire di no: 900 euro per due giorni. Venerdì abbiamo fatto tappa a Trento - racconta l’esercente -, poi a Malpensa per ricevere in aeroporto il Ceo della società. Insomma sembrava un vero business man e mi ha permesso di fotografare, in garanzia del pagamento, documenti e carta di credito». Il giorno dopo altri viaggi: a Villanuova, a Milano dove ha pranzato addirittura in piazza Duomo e fatto tappa a piazza Affari, poi di nuovo Malpensa per accompagnare il socio e ritorno in hotel. Al momento del saldo, autista e albergatore si trovano nella stessa situazione: il «cliente» non paga, blatera di avvocati e tenta di allontanarsi, arriva la Polizia che lo identifica ma non può fare di più: bisogna sporgere querela e coltivare poi la vaga speranza che quei soldi, prima o poi, arriveranno. Morale della storia: sembrava un cliente coi fiocchi, e invece l’ha infiocchettata. Quanti ce ne sono così? •

Valentino Rodolfi
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