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23.02.2018

Case popolari,
253 famiglie in
lista d’attesa

A Desenzano il problema della casa è sempre un nervo scoperto: 253 famiglie in graduatoria Aler
A Desenzano il problema della casa è sempre un nervo scoperto: 253 famiglie in graduatoria Aler

Ci sono 253 capifamiglia in lista d’attesa per le case popolari a Desenzano. Attendono da un anno, secondo la graduatoria pubblicata nel gennaio dello scorso anno e da rimasta congelata in attesa del nuovo regolamento regionale, e soprattutto in attesa di una casa che non c’è. «A livello regionale - spiega l’assessore ai servizi sociali di Desenzano, Annalisa Colombo - stiamo assistendo a un grosso cambiamento nella procedura di assegnazione: siamo ancora in attesa delle specifiche definitive per poter procedere alla formazione di nuove graduatorie». MA LE CASE? «Lo scorso anno - ricorda Colombo - sono state fatte 14 assegnazioni sulla base della graduatoria vigente. Attualmente abbiamo 2 alloggi potenzialmente liberi e assegnabili, ma stiamo attendendo la comunicazione formale di disponibilità da parte di Aler». Un problema di tutta la provincia bresciana, dove l’edilizia residenziale pubblica, la costruzione di case da dare in affitto a canone sociale, negli ultimi anni ha rallentato vistosamente. Ma è un problema che a Desenzano, per le sue dimensioni e per le difficoltà abitative delle aree turistiche, ha numeri impressionanti: 266 domande, 253 ammesse in lista, 14 assegnazioni in un anno, 2 case libere. Che fare intanto? In questi giorni il Comune ha prorogato le domande per accedere al «fondo affitto» comunale, a sostegno dei cittadini in difficoltà socio-economica nel pagamento del canone. Il bando è stato prorogato al 28 febbraio, data ultima per presentare domanda all’ufficio servizi sociali. Ci sono ancora fondi e chi ne ha i requisiti può ricevere per questo tramite un aiuto significativo. Il Comune ha stanziato 50 mila euro ripartiti tra quattro diverse categorie di fragilità: anziani con più di 65 anni, famiglie numerose con 3 o più figli conviventi a carico, famiglie in difficoltà economica causata da licenziamento, cassa integrazione, malattia grave, oppure nuclei familiari composti da una persona disabile sola più l’eventuale coniuge convivente. Il contributo è di 150 euro al mese per 12 mesi per un totale di 1.800 euro. Ad oggi metà delle domande valide proviene da anziani over 65. «La finalità del fondo affitto comunale - sottolinea Colombo - è di assistere quei cittadini che pur tra mille difficoltà e sacrifici riescono ad essere in regola con il pagamento dell’affitto, integrando le misure regionali». •

Maria Lisa Piaterra
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