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07.12.2017

«Case vacanze, almeno 200 sono abusive»

Locazione turistica: il fenomeno «casa vacanze» solleva interrogativi
Locazione turistica: il fenomeno «casa vacanze» solleva interrogativi

Alessandro Gatta Le «case vacanze» abusive a Desenzano potrebbero essere addirittura 200: un sommerso che vale un mancato gettito di 85 mila euro dell’imposta di soggiorno comunale (più dell’11% sulla previsione del 2018, più del 15% sugli incassi del 2017) e di quasi 500 mila euro per le tasse non versate allo Stato (per gli affitti brevi la cedolare secca è del 21%). A PUNTARE IL DITO su questi 200 presunti «B&B» in nero è proprio un addetto ai lavori: sono questi i numeri del «sommerso» sulla base delle ricerche effettuate da Carlo Claverini, titolare della Desenzano Loft (società aperta nel 2013 e che oggi gestisce 52 case vacanze) e che si batte «per il rispetto della legalità e della concorrenza leale - spiega - contro i portali e le agenzie con sede all’estero (e che evadono) e sulla mancanza di professionalità, controlli e sicurezza dei proprietari che affittano da soli». Il riferimento «macro» è al portale Airbnb, dove si concentrerebbe il grosso degli annunci irregolari: «La maggioranza dei portali ha deciso di non lavorare più coi privati, ma solo con società o agenzie - spiega Claverini - ad eccezione per Booking e Airbnb. Ma se nel primo caso a chi affitta viene chiesto di dimostrare di essere autorizzati, nel secondo questo non accade». MA COME SI RICONOSCE una casa vacanze abusiva? Claverini, che è del mestiere e ha l’occhio esperto, spiega: «I controlli li svolgeranno le autorità, ma qualche indizio posso darlo - risponde -. Il numero delle recensioni è un indicatore: se sono poche, chiedersi perché. Poi la mancanza dell’indirizzo, che prima della prenotazione non viene dato nemmeno su richiesta: dove si trova questa casa? Poi i prezzi troppo bassi: quando un appartamento costa 10 euro a testa per notte...». Ma oltre alle tasse c’è di più: «Come gli alberghi, anche noi in poche ore dobbiamo fornire tutti i dati degli alloggiati alla Polizia di Stato. Gli abusivi non lo fanno. E c’è anche un discorso di professionalità: noi offriamo servizi, rispettiamo le norme di sicurezza, siamo a disposizione del cliente anche di notte». Che sia una crisi di gioventù di un fenomeno in crescita? A livello di provincia di Brescia, le offerte su Airbnb erano 2.800 un anno fa, oggi sono diventate oltre 3.500. Ma solo 2.000 circa sono note all’Agenzia delle Entrate. Desenzano non è dunque un’anomalia, ma ha numeri particolarmente grandi: 497 le offerte di «affitto breve per vacanze» sui portali Airbnb (306) e Booking (191). È un fenomeno sociale in crescita (chi eredita un appartamento, grazie ai portali, lo mette a reddito in questo modo) che è esploso in pochi anni e ha quasi saturato il mercato con una concorrenza spietata. Mettere un po’ d’ordine farebbe bene a tutti, soprattutto agli operatori onesti. •

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