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13.02.2018

Chiatta affondata,
è corsa
contro il tempo

Le gru pronte a intervenire per il sollevamento dai fondaliIl carico di pietrame da cantiere che appesantisce il barcone
Le gru pronte a intervenire per il sollevamento dai fondaliIl carico di pietrame da cantiere che appesantisce il barcone

Sono ufficialmente iniziate ieri mattina le operazioni di recupero del barcone che giace ormai da due mesi sul fondale a una cinquantina di metri dal porticciolo del Casinò di Gardone Riviera, a un paio di metri dalla condotta fognaria sublacuale, rimasta in pressione a lungo sotto il peso dell’imbarcazione affondata a fine novembre. LA DURATA DEI LAVORI è stimata in 60 giorni e solo in seguito, probabilmente oltre metà aprile, la tubatura potrà essere sistemata dai tecnici di Garda Uno: rimarrà adagiata dov’è adesso, imprigionata con dei collari di ancoraggio infissi al fondale tramite attrezzature idrauliche, riducendo al minimo i rischi di danni ambientali: nel punto della condotta deformato nell’incidente, sarà applicata una «clamp» metallica. «Le immersioni dei subacquei inizieranno in questi giorni - chiarisce l’ingegnere Sergio Ferrante della Sf Consulting di Malta, consulente dell’impresa della chiatta -. Ora stiamo predisponendo il cantiere e le attrezzature a supporto dei sommozzatori per svuotare l’imbarcazione dal suo carico». Nello specifico per svuotare il barcone saranno utilizzati dei «cestoni» da trasporto di materiale edile: calati in acqua a una trentina di metri di profondità nei pressi dell’imbarcazione, verranno di volta in volta riempiti dai sommozzatori e in seguito issati in superficie con le gru posizionate su una chiatta. Dopo lo svuotamento del carico, la «bettolina» adagiata sul fondale potrà finalmente essere riportata in superficie, lasciando campo libero ai tecnici di Garda Uno per riparare e mettere in sicurezza la condotta fognaria. Giusto in tempo per l’inizio della nuova stagione turistica, periodo nel quale la condotta inizierà a lavorare a pieno regime. Si tratta di un tubo del diametro di una quarantina di centimetri e spesso 15,3 millimetri: lungo 2,7 chilometri, trasporta in pressione 90 litri di reflui fognari al secondo per sei ore al giorno spinti da pompe, da Salò a Maderno, prima di convogliarli sulla sponda veneta al depuratore di Peschiera. Nel 1985, era stato progettato per resistere fino a 6 atmosfere: nel periodo invernale siamo a 0,8 atmosfere ma in estate la pressione raddoppia a 1,5. •

Luciano Scarpetta
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