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08.11.2017

Dal comitato No Tav
una «diffida» ai Comuni
«Il progetto va fermato»

La delegazione dei No Tav, ieri mattina in Comune a Desenzano
La delegazione dei No Tav, ieri mattina in Comune a Desenzano

«Lettere di richiamo», una specie di tirata d’orecchie per iscritto, è stata consegnata dai No Tav ai sindaci dei Comuni interessati dalla nuova linea ad alta velocità Brescia-Verona. La missiva è stata consegnata ieri ai sindaci di Brescia, Calcinato, Lonato, Desenzano, Peschiera, Castelnuovo, Sona, Sommacampagna e Verona, quindi spiegata dal Coordinamento No Tav in una conferenza stampa tenuta proprio a Desenzano.

«ATTRAVERSO questa diffida, depositata con protocollo e Pec anche alle autorità centrali e regionali - ha spiegato Marina Beatini a nome del Coordinamento - vogliamo mettere i sindaci di fronte alle loro responsabilità in merito alle questioni più gravi relative al progetto Tav».

In particolare gli attivisti ricordano il rapporto del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che rilevava «forti criticità del progetto riguardanti le norme tecniche di costruzione in zone sismiche e sulla compatibilità idraulica dei ponti. Le oltre 75 pagine di verbale – ha proseguito – hanno rilevato aspetti molto gravi. Risulta che il progetto definitivo del 2014 sia stato redatto seguendo le norme del 1996, quando invece dal settembre 2005 esistono nuove norme tecniche aggiornate approvate con decreto del Ministero».

GLI ATTIVISTI hanno inoltre ribadito la necessità di proseguire la battaglia giudiziaria. Come in altri Comuni, anche a Desenzano il sindaco Guido Malinverno sarebbe infatti orientato a non tentare la via del ricorso al Consiglio di Stato contro il progetto Tav: «Ai sindaci abbiamo proposto di aderire gratuitamente ai ricorsi che abbiamo già presentato - dicono i comitati -. E più avanti si potrà ancora ricorrere alla Corte di giustizia europea».

Determinati ad andare avanti, dunque, nonostante i vari Comuni abbiano dichiarato la volontà di non procedere. «I mezzi per continuare ad opporsi alla Tav ci sono - hanno concluso -: non farlo è una scelta e come tale avrà delle conseguenze di cui dovranno rispondere».M.L.P.

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