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06.01.2019

Desenzano, il miraggio dei 30 mila residenti

Desenzano: la  popolazione continua a crescere, ma più lentamente
Desenzano: la popolazione continua a crescere, ma più lentamente

Vicina, ma lontana: rallenta la corsa di Desenzano verso la soglia di 30 mila residenti. Traguardo simbolico, ma importante: ci vorranno almeno quattro anni e mezzo, ma solo se venisse confermata la crescita media (225 persone in più ogni anno) dell’ultimo quinquennio. Considerando invece la media dell’ultimo biennio, di «solo» 151 persone in più all’anno, i tempi si dilatano fino a quasi sette anni: la città continua a crescere, ma tra «alti e bassi». QUOTA 29MILA è già stata superata: dal 31 gennaio del 2018, quando i residenti erano 29.064, ancora di più al 1 gennaio di quest’anno, a quota 29.158. Alti e bassi, però: d’estate la popolazione ara calata (28.899 a luglio), poi è risalita oltre 29 mila. I motivi di queste fluttuazioni sono tanti, spiegano dall’Ufficio anagrafe: i tempi di accertamento di una nuova residenza durano fino a 45 giorni, ma per chi se ne va la pratica è invece immediata. Poi c’è la natura turistica della città: le seconde case, le case-vacanze, eccetera. Ecco, l’aspetto turistico: è difficile valutare quanto incida sulla popolazione, ma una novità di questi anni è che centinaia di case sono diventate bed& breakfast, non più disponibili per alloggiare famiglie o residenti stabili. Ad oggi (gestite in forma imprenditoriale e non) sono 361 case e 552 appartamenti, per 2340 posti letto. Quasi quanti quelli dei 41 alberghi con 2782 posti letto. Un boom degli ultimissimi anni, quello dei B&b, forse in parte corresponsabile dello svuotamento del centro storico (insieme a molte altre problematiche). Mentre Rivoltella tocca 11 mila abitanti, 4 mila Capolaterra e San Zeno, più di 3 mila le Grezze, il cuore del centro è quasi disabitato: 40 residenti in piazza Matteotti, 20 in piazza Malvezzi, 16 al porto vecchio, 126 sul lungolago (meno che a San Pietro). A MANCARE, con numeri importanti, sono le case popolari: nella graduatoria Aler ci sono 253 nuclei in lista d’attesa, ma di case popolari libere al momento non ce ne sono. Alti e bassi demografici, dicevamo: il rallentamento è dovuto anche al calo dei residenti stranieri, che sono 3841 (il 13,3%), in calo nell’ultimo biennio, circa 150 in meno (e per la prima volta). Negativo il saldo naturale: il tasso di natalità è crollato, da 8 nascite ogni 1000 abitanti nel 2013 a poco più di 6,5 lo scorso anno. Gli over 65 sono 6.299, il 21,5%: i giovanissimi (da 0 a 14 anni) sono 3.857, quasi la metà. Quota 30 mila, comunque una soglia «psicologica» più che sostanziale, resta lontana. Chissà per quanto. •

Alessandro Gatta
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